di Giselle Sartori foto di Filippo Tosi









di Giselle Sartori foto di Filippo Tosi









di Paola Bordoni
In un’atmosfera limpida ed immersa nella purezza della luce foglie, fili di erba e sottili ramificazioni galleggiano in uno stato di silenziosa sospensione. I singoli elementi, che pur riconduciamo alla natura nella loro nitidezza cristallina, sono estrapolati dal loro ambiente e decontestualizzati schiacciandosi in un piano a due sole dimensioni. Quasi in un gioco di prestigio l’aura magica che circonda la natura, confermata dalla suggestione della sapiente cromia di verde e ruggine, si cristallizza in un limbo indefinito, quasi una teca museale, dove la seduzione della visione della natura ci restituisce, per paradosso, la percezione di un mondo “altrove”, misterioso ed enigmatico. L’immagine, in formato verticale, rivela una diagonale creata dalla forma delle foglie e dalla loro tonalità, organizzando in struttura visiva semplice il caos della natura e dei suoi elementi

di Maria Rosaria Marino
RGB Light Experience è un festival di installazioni luminose e videomapping. Il tema di questa seconda edizione è Il sogno lucido, cioè avere la consapevolezza del sogno e quindi la capacità di esplorare e modificare la materia onirica. La manifestazione si è svolta per tre giorni, dal 27 al 29 ottobre 2017, dal tramonto a notte fonda,
rendendo la città un museo a cielo aperto fruibile a tutti. Il percorso di circa quattro chilometri, partiva dalla fermata metro del Pigneto fino a via dell’Acquedotto Alessandrino a Tor Pignattara, passando per via della Marranella. I quartieri hanno ospitato diciannove opere, divise tra installazioni luminose e videoinstallazioni di artisti celebri e talenti emergenti.
Di seguito una selezione di foto che ho realizzato, assistendo a questa forma di arte contemporanea e riqualificazione urbana.





di Antonella Simonelli
Ancora per pochi giorni è possibile visitare presso Officine Fotografiche a Roma la mostra “Frammenti” di Bruno Cattani.
Sono frammenti della memoria quelli che Cattani ci propone in questa mostra dalle dimensioni oniriche e surrealiste.
![Frammenti+04b[1]](https://circolophotoup.com/wp-content/uploads/2017/11/frammenti04b1.jpg?w=1200)
Le immagini dell’autore sono capaci di evocare ricordi che ognuno di noi ripone in un angolo del proprio inconscio.
Cattani con un linguaggio preciso, che lo connota e che è divenuto ormai inconfondibile, riesce a smuovere dentro di noi quei sentimenti di nostalgia per tempi e luoghi che non sono i nostri, che non abbiamo mai conosciuto ma che nonostante ciò ci appaiono così familiari.
Immagini di un grande cavallo a dondolo solitario in un angolo di giardino, caroselli che volano nel cielo, una giostra sospesa su uno sfondo irreale, tre tonni che sbucano su un frammento di muro sono ricordi che il fotografo di Reggio Emilia raccoglie nei suoi viaggi, ma sono anche i ricordi di tutti noi.
![http___o.aolcdn.com_hss_storage_midas_73c40f2772a5b36eee6f1d7fcaa7cd8b_205795164_Frammenti+09b[1]](https://circolophotoup.com/wp-content/uploads/2017/11/http___o-aolcdn-com_hss_storage_midas_73c40f2772a5b36eee6f1d7fcaa7cd8b_205795164_frammenti09b1.jpg?w=1200)
![Frammenti+02b[1]](https://circolophotoup.com/wp-content/uploads/2017/11/frammenti02b1.jpg?w=1200)
“Una fotografia “ dice Cattani “può svelarci cose che fino al momento in cui la guardiamo erano rimaste nascoste, celate nell’apparente ordinarietà del reale, e che solo quel congegno diabolico racchiuso nella macchina fotografica (attraverso la scelta di una certa inquadratura, dentro una certa luce) riesce a cogliere….”
![Frammenti+01b[1]](https://circolophotoup.com/wp-content/uploads/2017/11/frammenti01b1.jpg?w=1200)
Officine Fotografiche Via Giuseppe Libetta,1-00154 Roma
27 ottobre -17 novembre
source: officinefotografiche.org
Di Solmaz Nourinaeini
“Windows of the World” è il nome della serie di foto scattate dal fotografo Portoghese André Vicente Goncalves. La sua raccolta fotografica va a catturare le immagini di finestre nelle diverse città europee. Una raccolta che trova un suo fascino, sia misterioso che poetico, quando si pensa alle vite che passano oltre questi affacci o a quelle passate e a quelle che verranno.

Da non sottovalutare inoltre il valore delle foto scattate dal punto di vista architettonico e documentaristico. È vero che i vincoli paesaggistici non permettono di modificare tanti contesti architettonici, specialmente quelli protetti in quanto ritenuti patrimonio dell’umanità, ma va ricordato che nel mondo ci sono tanti altri luoghi che non hanno questa fortuna. Infatti per motivi legislativi o di guerre in corso tanti di essi vanno perduti e le loro storie dimenticate; per questo spero che questo progetto fotografico possa continuare ad immortalare tante altre finestre e le storie che ci vogliono raccontare o che ci lasciano immaginare.
Fonti fotografiche:
di Paola Bordoni
A volte, nel guardare i bambini, dimentichiamo che anche loro, in quel preciso istante, ci osservano e ci giudicano; la bambina dell’immagine, pienamente consapevole dell’obiettivo, fissa leggermente a destra del fotografo che rimane impresso nei suoi occhi. Lo sguardo è di altera intensità, mista a diffidenza e curiosità, quasi una sfida. E’ uno sguardo che “sentiamo” adulto, lontano dalla gioia e dall’innocenza dei suoi pochi anni. Ed è lo sguardo il centro, il focus dell’immagine che ha un’inquadratura essenziale, di pochi elementi: le sbarre di ferro, la leggera tenda a quadretti squarciata, la piccola maglia a pois. Le esili braccia alzate accentuano la tensione emotiva sul volto, quasi a creare una cornice a triangolo. Come tutte le immagini dei bambini che vivono in povertà, Hope impone a noi domande: ma dopo il breve istante dello scatto, cosa poi le è successo? quale è stato il suo futuro? il buio oscuro che vediamo nello sfondo l’ha poi nuovamente avvolta?
Di Solmaz Nourinaeini
La fotografa Mihaela Noroc ha 31 anni ed è della Romania.
Il suo progetto fotografico si chiama “THE ATLAS OF BEAUTY” e racconta il mondo guardando e fotografando i volti delle donne. Le sue foto sono caratterizzate dalla ricerca della bellezza nelle diversità che si trova davanti, raccontando così il suo viaggio nei diversi paesi. L’aspetto che conquista l’attenzione dell’osservatore è la famigliarità che si nota nello sguardo delle donne che sono state fotografate. Famigliarità che al di là delle differenze che caratterizzano i vari contesti culturali che fungono da “set fotografico”, ci dà la sensazione di conoscere le protagoniste e di riconoscerci in loro, anche senza leggere il breve racconto fatto su ogni persona dalla fotografa.

Mihaela Noroc ha raccolto questa sua esperienza in un libro con il nome “THE ATLAS OF BEAUTY” ed inoltre sulle pagine dei suoi social network si possono osservare diverse foto da lei scattate durante i suoi viaggi per la realizzazione del libro.
Fonti fotografiche:
di Paola Bordoni
Adeguandosi ad una nuova legge francese che dal 1 ottobre impone la presenza della dicitura “immagine ritoccata” per ogni pubblicità che contenga corpi di modelli ritoccati, Getty Images, una delle agenzie fotografiche più famose al mondo, chiederà ai fotografi che collaboreranno con lei e con un servizio di sua proprietà iStock, di sottoscrivere un contratto nel quale si impegnano a non ritoccare con PhotoShop le immagini di modelle e modelli. Sarà possibile variare i colori e la luce ma non alterarne l’aspetto fisico.
Rebecca Swift, direttore della pianificazione creativa di Getty, ha affermato: ” Ho visto diversi trend di airbrushing e ritocco ma ora viviamo molto in un periodo di autenticità dove ci viene chiesto di creare contenuti più autentici. Abbiamo circa un milione di ricerche al giorno sul nostro sito web così abbiamo un ottima visione di ciò che il mondo sta guardando. Negli ultimi due anni, e in modo più marcato nell’ultimo anno, abbiamo visto un notevole aumento di parole come “la vita reale”, la “fotografia unstilted” e “l’autenticità” – soprattutto nelle donne.

Il tema della credibilità delle immagini, soprattutto di donne e soprattutto celebri, nelle fotografie di riviste, giornali e pubblicità, viene anche affrontato da Kate Winslet che, nel firmare il contratto pubblicitario con l’Oreal, ha espressamente vietato l’uso del fotoritocco per modificare le sue immagini.
Sources: https://www.theguardian.com/
di Antonella Simonelli
Fino al 2 ottobre è possibile visitare la mostra fotografica di Giampiero Marcocci “Viaggi dell’anima” presso la Galleria Gallerati a Roma.
E’ una mostra che recupera il senso originario della fotografia come memoria e ricordo anche se il ricordo e la memoria che interessano l’autore sono quelli relativi alla propria anima.
La favola della vita dove trovano posto i ricordi, l’amore, l’infanzia, la nostalgia ma soprattutto il sogno. L’autore si confronta continuamente con il sogno come elemento di lettura dell’animo umano. Non una fuga dalla realtà però, come si potrebbe pensare, ma un grosso attaccamento all’esistenza
.![mostra-galleriagallerati_giampieromarcocci[1]](https://circolophotoup.com/wp-content/uploads/2017/09/mostra-galleriagallerati_giampieromarcocci1.jpg?w=1200)
E tutto questo percorso fotografico Marcocci lo fa sperimentando di volta in volta nuove modalità espressive che gli permettono di raccontare ogni volta emozioni diverse. Ogni immagine ha una forza al suo interno che entra in empatia con l’osservatore.
La leggera velatura presente nella maggior parte delle fotografie è strumento per farci immaginare un passato lontano e malinconico, sognante e surreale.
Le immagini sono proposte in formati diversi e con montaggi diversi.
Sentiamo il rumore delle onde, il profumo dell’amore, la nostalgia dell’infanzia, la leggerezza delle nuvole, i silenzi.
GALLERIA GALLERATI -Via Apuania, 55 -00162 Roma
7 settembre – 2 ottobre 2017
Source: www,galleriagallerati.it
di Antonella Simonelli
Dal 24 settembre 2017 fino al al 14 gennaio 2018 presso il Museo di Roma in Trastevere sarà possibile visitare la mostra “77 una storia di quarant’anni fa nei lavori di Tano D’amico e Pablo Echaurren” promossa da Roma Capitale-Assessorato della crescita culturale-Sovraintendenza Capitolina ai beni Culturali ,organizzata dal Centro Sperimentale di Fotografia adams e curata da Gabriele Agostini.
La mostra attraverso le immagini fotografiche di uno tra i maggiori fotografi italiani Tano D’Amico e attraverso le opere di uno dei più interessanti artisti dell’arte contemporanea Pablo Echaurren prende le mosse dal rapporto tra arte, politica e ideologia e l’uso che i movimenti antagonisti facevano delle avanguardie artistiche del 900. Da questo presupposto racconta i fatti, gli eventi e le persone protagoniste di un particolare momento della nostra storia : il ’77.
La mostra non ha una struttura storico-cronologica degli avvenimenti ma una struttura tematica e si incentra intorno ad alcuni nuclei tematico-emozionali tipo le facce, le feste, la donna, il rapporto uomo-donna, l’opposizione, la morte, il sangue, le lettere, la comunicazione alogica, la poesia visiva, la creatività urbana…. mezzi migliori per raccontare il linguaggio dell’epoca.
![ok_20170906134746[1]](https://circolophotoup.com/wp-content/uploads/2017/09/ok_2017090613474611.jpg?w=1200)
La mostra contiene circa 200 opere ed è corredata dall’uscita di un libro “Il Piombo e le Rose “-Utopia e creatività del movimento 77- edito da Postcart, proiezioni di filmati, ed una postazione informatica per la consultazione di stampa e quotidiani dell’epoca. Inoltre durante lo svolgimento della mostra sono previsti tre seminari tematici con giornalisti, storici, storici dell’arte e protagonisti del movimento e ancora verrà proiettato il film “ Indiani Metropolitani “ della regista Antonella Sgambati.
![OU3WVjvI[1]](https://circolophotoup.com/wp-content/uploads/2017/09/ou3wvjvi11.jpg?w=1200)
Museo di Roma in Trastevere Piazza di Sant’Egidio, 1 – Roma (RM)
Dal 24/09/2017 al 14/01/2018
source: www.oggiroma.it
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