Il caso e la necessità di Lucilla Silvani – terza parte

L’immagine di copertina è di Anna Ranucci

L’orchestra attuale è composta da 18 musicisti che provengono da 10 diverse parti del mondo, parlano altrettante diverse lingue, e questo è normale per qualsiasi orchestra stabile; partono dalla musica e dagli stilemi del proprio paese, accettano e s’innamorano di pop, rock, reggae, musica “colta”, canto gregoriano e tutti insieme raggiungono vette musicali sublimi senza mai tradire lo spirito dell’opera che stanno eseguendo, sia che si tratti della Carmen o del Don Giovanni o del Flauto magico.

Alessandra Catenacci
immagine di Alessandra Catenacci

Si intuisce che, oltre il talento e la sensibilità degli artisti, c’è una direzione artistica che va al di là dell’esecuzione filologica per puntare sull’integrazione di repertori musicali perché è facile pensare che in tutte le culture esista una donna libera come Carmen od un libertino come Don Giovanni.

L’Orchestra di Piazza Vittorio (OPV9 è nota in tutto il mondo, esegue centinaia di concerti e alla fine dal palco ci arriva un messaggio di pace e d’integrazione ben più potente di proclami e dibattiti televisivi.

Pino Iovine
Immagine di Pino Iovine

MAAM e OPV due utopie diventate realtà fruibili da difendere con la stessa tenacia e forza con la quale difenderemmo le nostre scuole, i nostri ospedali o qualsiasi altra istituzione democratica.

Franco Brilli 2
Immagine di Franco Brilli

Ho intitolato queste mie brevi e stringate riflessioni parafrasando uno dei testi fondamentali della moderna biologia: IL CASO E LA NECESSITA’ del premio Nobel Jacques Monod, perché la scienza ci ha dimostrato che l’uomo è un essere che, appartenendo contemporaneamente a due regni, quello della biosfera e quello delle idee, sia al tempo stesso torturato ed arricchito da questo dualismo lacerante che si esprime nell’arte, nella poesia e nell’amore umano e debba accettare che “l’etica della conoscenza sia anche, in un certo senso, conoscenza dell’etica, delle pulsioni, delle passioni, delle esigenze e dei limiti dell’essere biologico”, del tutto in sintonia con quanto affermava il pittore Paul Klee nella sua Teoria dell’arte moderna, che l’arte non riproduce il visibile, ma lo rende visibile.

Lucilla Silvani

Il caso e la necessità di Lucilla Silvani – seconda parte

Immagine di copertina di Sergio D’Alessandro

 

Lucilla 2

La foto di Lucilla Silvani è di Magda Laini

L’antropologia ci fornisce ipotesi anche per la nascita dell’Arte, inutile dal punto di vista di soddisfare i bisogni primari quali nutrirsi, ripararsi ed accoppiarsi, ma indispensabile per sviluppare strumenti di comunicazione all’interno delle comunità, individuando paradigmi emotivi condivisi e per accompagnarci nella nostra insopprimibile necessità di indagare noi stesi in rapporto a quanto ci circonda. Volendo, possiamo sommariamente definire tutto ciò ” istinto culturale”.

Simonetta Orsini
Immagine di Simonetta Orsini

Quindi il MAAM nasce dall’incontro dei due istinti primordiali del Homo Sapiens, quello della sopravvivenza e quello culturale.

Pino Iovine2
Immagine di Pino Iovine

Dal mio punto di vista non sono sufficienti né le parole né le immagini per vivere questo museo, in quanto la visita è un’esperienza sensoriale che varia in rapporto a quante persone sono presenti, a quali percorsi segui, se decidi di pranzare nel loro ristorante, se piove o c’è il sole, se incontri artisti al lavoro p se quel giorno i ragazzi si divertono di più a sciamare intorno a te invece di calciare con il solito pallone.

Intendo dire che questo museo va vissuto in modo rituale, abitato più volte, come se fosse una cattedrale.

Monica Ferzi
Immagine di Monica Ferzi

Continuando le mie riflessioni in merito all’incontro dei due istinti primordiali del Homo Sapiens, desidero parlare anche dell’orchestra di Piazza Vittorio, una realtà unica, un’eccellenza sul piano musicale, che probabilmente molti di voi conosceranno, nata a Roma, dieci anni prima del MAAM, ma con modalità del tutto simili: dal salvataggio dello storico Cinema Apollo di Roma , che rischiava di diventare una sala Bingo, Mario Tronco e Agostino Ferrente crearono e svilupparono un progetto geniale sostenuto anche da artisti, intellettuali ed operatori culturali che hanno voluto valorizzare il rione Esquilino dove gli italiani erano diventati una minoranza etnica. In fondo hanno stabilizzato e fatto emergere quello che sono oggi le grandi metropoli mondiali: un’incantevole insieme di culture.

Aldo Carumani
Immagine di Aldo Carumani