“Cronache Quaranteniche” – CIFA, Bibbiena

Sabato 17 luglio, in occasione del 73° Congresso Nazionale dell FIAF a Bibbiena, verrà inaugurata la mostra dal titolo “Cronache Quaranteniche – diario fotografico di un anno di pandemia”.

A Gennaio 2021 la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) ha deciso di aprire una Call fra tutti i soci (e non) per raccogliere gli scatti più significativi e comporre un diario quotidiano del periodo emergenziale che abbiamo, e che stiamo tuttora vivendo. Un gruppo di soci del nostro Circolo ha deciso di partecipare con un portfolio collettivo che è stato selezionato tra le opere incluse nel volume edito dal CIFA.

Di seguito, alcuni degli scatti che saranno esposti fino al 5 settembre al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Ature) di Bibbiena.

Contest di giugno: I colori della terra. La foto più votata

Per il contest di giugno dal tema I colori della terra la foto più votata è stata quella in copertina di Sergio D’Alessandro intitolata Prova di forza

Le altre foto partecipanti

Stefano Marcovaldi : Una questione spinosa
Maurizio De Angelis.
Lucio Baldelli: Nel profondo, io vado
Michela Poggipollini
Antonella Simonelli: I colori della terra
Anna Ranucci: I colori della terra
Elisabetta Manni
Federico Mammana: I colori della terra
Lucilla Silvani: Antropocene
Maria Luisa Giorgi: I colori della terra
Antonietta Magda Laini

Contest di Aprile: “lo scorrere del tempo”. La foto più votata

Per il contest del Circolo Fotografico PhotoUp la foto che ha raccolto più consensi è stata quella di Elisabetta Manni.

Elisabetta Manni

Di seguito le altre foto che hanno partecipato al contest:

Corrado Seller “La staffetta”
Anna Ranucci “I segni del tempo”
Federico Mammana “Lo scorrere del tempo”
Stefano Marcovaldi
Antonietta Magda Laini “Secondi”
Lillo Fazzari “Ironia”
Sergio D’Alessandro “Tempus fugit”
Massimo Giannetti “Dai boccioli ai fiori”
Lucio Baldelli “L’ora esatta”
Maurizio de Angelis “Tic toc tic toc”
Pino Iovine “Lo scorrere…”
Antonella Simonelli “Gli anelli del tempo”

NORVEGIA

 Testo e foto di FRANCO BRILLI   

foto di copertina: mare Artico d’inverno

Norvegia gennaio 2019 – febbraio 2020

Tutto è cominciato con il primo capodanno da quattordici a questa parte, non trascorso nella verde campagna umbra. Cinque giorni, compresi due di viaggio, nel profondo nord della città di Tromsø e dei suoi dintorni, con la speranza di fotografare l‘aurora boreale.

                                                                Tromso  –  La capitale dei territori del nord

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          Il villaggio Sami – I lapponi norvegesi
Skjervoy, villaggio di pescatori. Cercando orche e balene

Isole Lofoten – Hamnoy, le case rosse più famose del mondo

Mi sono innamorato di tutte queste sensazioni e, tornato a Roma, ho trovato l’offerta di un viaggio alle isole Lofoten e ho deciso di ripartire. Primi di febbraio, gruppo di fotografi molto preparati. otto giorni di cielo coperto e nebbia, nessuna traccia di aurora. Clima e notti infinite ti fanno pensare a perché, da queste parti, ci siano tanti suicidi. Alle 18:00 non c’è più nessuno in giro, negozi chiusi, buio totale, ghiaccio in terra.

Isole Lofoten – Nord Dyroy – La spiaggia disegna textures

Dal punto di vista fotografico ho sperimentato l’uso intensivo del cavalletto, del grandangolo e di tempi di scatto lunghissimi.

Un pizzico di aurora boreale

Spero, un giorno, di tornare da quelle parti per mettere in pratica queste tecniche e, finalmente, incontrare l’aurora boreale.

Contest di Febbraio : “Le acque di Roma: acquedotti, fontane e fontanelle”: la foto più votata.

Per il Contest del Circolo Fotografico PhotoUp la foto che ha raccolto maggiori consensi è stata quella di Anna Ranucci con il titolo “Un vecchio ricordo…” (immagine in copertina e sotto).

Anna Ranucci “Un vecchio ricordo…”

Di seguito le altre foto che hanno partecipato al Contest:

Aldo Carumani: “Acqua e ghiaccio”
Lillo Fazzari: “Fontanelle”
Massimo Giannetti. “Santa Maria in Trastevere”
Antonella Simonelli: “Muro d’acqua – Fontana dell’Ara Pacis”
Corrado Seller: “6 febbraio 1849 – 6 febbraio 2021”
Lucio Baldelli: “Acqua = Vita”
M.L.Giorgi: “Fontana del Moro- P.zza Navona”
Maurizio De Angelis
Michela Poggipollini
Sergio D’Alessandro
Stefano Marcovaldi

Divagazioni sulla fotografia di Stefano Marcovaldi

Oggi ci circondano, tantissime immagini, realizzate con molteplici strumenti, macchine fotografiche elaborate, semplici, usa e getta, telefoni cellulari e tanto altro. Come le consideriamo, come le giudichiamo o le critichiamo? Non è  importante il mezzo ma la finalità e il risultato. Ogni volta che si ammira una foto si sente dire: CHE BELLA FOTO!

Ma cosa si vuole dire, veramente, con questa affermazione? E’ corretta? Quali sono i parametri che utilizziamo per valutare tale immagine? Cosa c’è o non c’è di particolare in quella foto?

Soprattutto chi siamo noi, un fotografo professionista, un fotoamatore (a qualsiasi livello) o un semplice amante delle arti figurative, che cultura fotografica abbiamo per dare un giudizio più consono e preciso?

Forse è più preciso dire “Che Buona Foto” bello può essere il soggetto, una modella, un paesaggio, un tramonto e così via, ma non la foto nel suo insieme.

La fotografia deve raccontare, anche se il soggetto ripreso non è inteso come Bello, le foto di mafia di Letizia Battaglia, le immagini di guerra, dallo sbarco in Normandia al Vietnam alle vicende contemporanee ne sono un esempio.

Andiamo ad indagare le modalità di valutazione, che sono personali e molteplici, soffermandoci su di esse con una maggiore attenzione per capire se il giudizio dato è corretto o meno.

Individuando nella fotografia, come opera d’ingegno, la forma d’arte più importante del ventunesimo secolo, molti artisti la usano come documento di performance o azioni quotidiane, mentre altri inventano scene e narrazioni per raccontare storie immaginarie. mentre ci offrono sia dettagli pubblici che   privati. La fotografia è un mezzo per creare storie, mentre è anche depositaria di valori personali, sociali e culturali. 

Iniziamo da un domanda: Che cos’è una fotografia?

Non è così semplice da definire perché tanti sono i concetti che si inseriscono nella sua costruzione, ed essendo non soltanto un risultato di situazioni meccaniche di riprese attraverso un obiettivo, ma anche il volere comporre e soprattutto comunicare un pensiero, un messaggio, qualunque soggetto che è presente in una immagine resta un oggetto sterile se non viene interpretato, se non viene letto attraverso quella forma di reciproca comprensione che è il linguaggio fotografico.

Il linguaggio è il mezzo per comunicare che ci accompagna dall’inizio della nostra civiltà e della nostra cultura. Con esso ritengo ci siano importanti qualità che vanno individuate in una buona fotografia ed è la loro sintesi a produrre l’immagine corretta.

La Composizione:

Nella composizione troviamo vari controlli da effettuare: 

Nitidezza dell’immagine e l’esposizione, ed a questo pensa in genere la macchina senza la quale non ci può essere un modo di rappresentazione corretto.

Inquadratura: ciò che entra nel rettangolo del fotogramma: guardando nel mirino il fotografo decide quanto può e deve far parte dell’immagine e si rende conto di come i vari elementi agiscono uno rispetto all’altro: dipende dalla distanza tra fotocamera e soggetto e dalla focale dell’obiettivo. Disposizione e rapporti reciproci delle forme, linee e colori nell’immagine; posizione del soggetto e degli altri elementi. 

Prospettiva: dipende dalla distanza tra soggetto e fotocamera e dall angolo di ripresa per cui cambia allontanandosi o avvicinandosi al soggetto, spostandosi verso destra o verso sinistra, tenendo la fotocamera all altezza degli occhi, più alta o più bassa. Illuminazione: qualità della luce (laterale, diffusa, controluce) e disposizione dei vari elementi chiari, scuri dei colori. 

Azione: fermo / in movimento. 

La tecnica è facile perché ben definita, oggettiva, si può apprendere facilmente; tutti possono ottenere fotografie tecnicamente perfette. (le regole della composizione)

Ma anche rispettando queste regole basilari le immagini prodotte ci possono lasciare indifferenti. 

La composizione è soggettiva, implica sensibilità e gusto; è il risultato della cultura fotografica (linguaggio fotografico) personale e i fattori che la determinano sono in gran parte soggettivi e ciò che piace a una persona può lasciare indifferente un altra. La composizione ha che fare col modo di pensare del fotografo, inizia nel momento in cui si decide di scattare una fotografia; ed è il fotografo, normalmente, che sa cosa vuole comunicare.

La composizione è quindi un concetto,principale e personale; non ci saranno mai due fotografi che lavorano allo stesso modo.

Ma non soltanto questi arrivano a caratterizzare la fotografia ed a renderla leggibile all’osservatore servono anche:

la forma, senza la quale il contenuto resta scomposto; 

il contenuto, (linguaggio fotografico) cioè il racconto che l’immagine svolge.

Ed altre componenti (intenzioni) contribuiscono al risultato: 

l’autore, l’opera stessa, e l’osservatore dell’opera fotografica. 

“L’autore” 

è intimamente collegata all’autore stesso ed al significato che vuole assegnarle in quell’istante, perciò non facilmente spiegabile in modo generico perché soggettiva.

“L’opera”. 

Vale a dire che la fotografia a volte può essere autonoma ed avere dei significati che non sono quelli che l’autore desiderava, ma vengono a delinearsi automaticamente proprio perché quell’immagine è stata realizzata in “quel determinato momento”, in “quel determinato ambiente” e così via. L’opera assume dunque un proprio carattere al quale l’autore ha contribuito solo in modo marginale e fortuito.

“L’osservatore”.

Questa non è marginale, anzi direi forse la più importante fra tutte le componenti con cui ci si avvicina alla lettura della fotografia, ed la ritengo la principale. L’osservatore davanti a una fotografia, al di là della sua cultura fotografica ma seguendo il suo istinto e sensibilità, darà una particolare lettura dei contenuti compositivi. La lettura non sempre avviene contemporaneamente alla visione della foto stessa ma anche dal ricordo di immagini tratte dalla memoria che in occasioni passate gli sono capitate davanti. Memoria visiva inconscia.

Quando esistono questi punti di riferimento si può dire che la fotografia ha una sua leggibilità. E’UNA BUONA FOTO

Forse dell’immagine fotografia ci può interessare anche, sotto altri diversi aspetti, sia varie filosofie sia quello che noti autori e scrittori hanno affermato nei loro scritti, sia il modo in cui la descrivono e interpretano. Sicuramente la loro opinione contribuisce a formarci una sorta di influenza che tende a condizionare, in maniera inconsapevole, il nostro vedere. 

Prendere sul serio la fotografia significa anche riflettere sul suo ruolo. 

Contest di gennaio: “La notte…”Le foto più votate.

Questo contest ha avuto una grande partecipazione da parte dei soci con la vittoria a pari titolo per le foto di Antonella Simonelli e Sergio D’Alessandro.

Anche il secondo posto ha visto aggiudicarsi il tutolo a pari merito tre soci: Anna Ranucci, Maria Luisa Giorgi, Pino Iovine

Prima classificata a pari merito Antonella Simonelli “Luci nella notte”
Prima classificata a pari merito Sergio D’Alessandro “Comacchio”
Seconda classificata a pari merito Anna Ranucci “Metti una notte d’estate in centro…”
Seconda classificata a pari merito Maria Luisa Giorgi “E la luna bussò…”
Seconda classificata a pari merito Pino Iovine “Ara”

Le altre immagini partecipanti

Maria Elena Ania Notte tra i tetti
Corrado Seller L’altra luna
Stefano Marcovaldi Le danseur dans la nuit
Michela Poggipollini La notte di Natale
Maurizio De Angelis Senza titolo
Antonietta Magda Laini Senza titolo
Lucio Baldelli Casa
Lucilla Silvani Senza titolo

“I Laureati del Covid” – Foto e testo di Elisabetta Manni

Il Covid-19 ha destabilizzato la vita di ognuno di noi, ormai è un dato di fatto.
Abbiamo imparato a reinventare la quotidianità per poter convivere con questo infido virus; le attività lavorative e scolastiche sono state confinate fra le mura domestiche e fra queste ci sono anche le discussioni di Laurea.

La Laurea è un traguardo tanto atteso da tutti, sia per il candidato stesso che per i propri familiari. Non avrei mai immaginato di doverla affrontare nel mio salotto di casa nel pieno di una pandemia.
Ad oggi la Laurea telematica è diventata la normalità ma a marzo, quando l’Italia entrò nel pieno dell’emergenza sanitaria, era ancora una modalità del tutto nuova, anche piuttosto insolita; io ero in procinto di laurearmi, stavo ultimando la stesura della tesi e dopo qualche settimana avrei dovuto discuterla. Fra un bollettino della protezione civile e le voci contrastanti che si rincorrevano fra noi studenti, ho avuto l’istinto di voler imprimere quel ricordo attraverso la fotografia iniziando a scattare i miei gesti: la preparazione, la discussione e i limitati festeggiamenti.

Sicuramente, è stata un’emozione differente rispetto a ciò che ci si aspetta fin dall’inizio del percorso universitario; non ho potuto stampare la tesi, non ho avuto accanto i miei cari e nessuna corona d’alloro, ma nonostante tutto ho cercato il modo di renderla il più reale possibile con la creatività e anche attraverso la fotografia.

Queste foto vogliono rappresentare non solo la mia esperienza ma quella di tutti i laureati del Covid…Sì, possiamo chiamarci così: i laureati del Covid, perché siamo quelli che sono diventati Dottori nel proprio salotto di casa in pigiama, in abito elegante o in mutande.
In un periodo così buio per tutto il paese siamo stati lo spiraglio di speranza, simbolo di un’Italia ferma che vuole continuare a vivere.

Black Lives Matter – Uno slogan mondiale

Testo e foto di Elisabetta Manni

Il 7 giugno 2020 a Roma si è svolta la manifestazione in memoria di George Floyd, afroamericano di 46 anni ucciso da un poliziotto in servizio, e per tutte le vittime colpite dall’odio razziale.

Black Lives Matter (BLM), è un movimento nato nel 2013 a seguito della morte di Trayvon Martin, ragazzo di 17 anni freddato da un colpo di pistola. Il movimento si pone l’obiettivo di combattere il razzismo, le violenze e le ingiustizie dei cittadini neri in Canada, Gran Bretagna e Stati Uniti d’America. Tuttavia, si è diffuso ovunque a livello globale con la nascita di piccoli gruppi locali autonomi dopo che la notizia della morte di George Floyd ha scosso il mondo intero.

Nonostante la pandemia in atto, nel pieno rispetto delle regole anti-covid, i cittadini americani sono scesi in piazza al grido di “Le vite dei neri contano” (black lives matter) e con essi anche molte altre città del mondo. Anche Roma ha aderito alla lotta internazionale con una manifestazione organizzata dal movimento Black Lives Matter Italia.

Le foto che ho scattato a Piazza del Popolo mostrano una platea rappresentata da ragazzi neri, bianchi, asiatici e latini, cittadini del mondo che non si fermano davanti ad una pandemia, per ribadire il principio di uguaglianza e urlare che il razzismo non può e non deve esistere in paesi civili e democratici come gli Stati Uniti e l’Italia.