Prato di Campoli – I colori dell’autunno

foto di copertina di Aldo Carumani

Alcuni soci del nostro circolo fotografico si sono recati alla fine di ottobre a Prato di Campoli, località naturalistica situata nel comune di Veroli. Di seguito una parte delle immagini “catturate” nella faggeta.

Elisabetta Manni
Elisabetta Manni
Lucilla Silvani
Lucilla Silvani
Sergio D’Alessandro
Sergio D’Alessandro

La località naturalistica è situata a 1143 metri d’altitudine ed è un punto di partenza per escursioni sulle cime dei monti Ernici.

Simona Santacesaria
Simona Santacesaria
Maurizio De Angelis
Maurizio De Angelis
Aldo Carumani
Antonietta Magda Laini
Antonietta Magda Laini

Ritorno ad Ostiense – Il complesso del nuovo Rettorato dell’Università Roma Tre

Testo e foto di Sergio D’Alessandro

Questa serie di foto “racconta” il primo impatto con il complesso del nuovo Rettorato dell’Università Roma Tre divenuto operativo a fine settembre, nel senso che gli uffici vi si stanno progressivamente trasferendo anche se la struttura non è ancora aperta al pubblico. 

Questo è il motivo per cui tutte le foto sono scattate dall’esterno del complesso, da dove, comunque, la bellezza si coglie appieno, come pure l’evidente riferimento ad uno dei simboli storici dell’area di Ostiense: il Gazometro.

Il complesso è stato progettato e realizzato dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects di Bologna ed occupa l’area dove sorgeva l’Ente di Consumo tra via Ostiense, via degli Argonauti e via Libetta.

Al suo interno, oltre agli uffici, ci sono l’aula magna, aule per la didattica, la “piazza telematica” e sale riunioni varie; oltre ai nove livelli fuori terra, vi sono due livelli di parcheggi.

Due aspetti a cui è stata riposta molta attenzione sono la quasi totale autosufficienza energetica e la vasta presenza di elementi di vari tipi di piante.

Un particolare che mi piace segnalare riguarda la foto n.7 in cui si vedono riflessi sia il ponte Spizzichino (in qualche modo un nuovo elemento caratterizzante l’area di Ostiense) che l’edifico dove hanno sede sia Officine Fotografiche che l’Associazione Culturale Controchiave.

In ultimo un accenno al titolo: dopo tre anni di foto sul quartiere che il Circolo ha esposto in varie occasioni (principalmente in collaborazione con l’Associazione Culturale Controchiave e le sue iniziative), sono tornato a fotografare il quartiere di Ostiense.  E non è finita …..

Contest di settembre: “Villa Torlonia”. La foto più votata

Per il contest di settembre “Villa Torlonia” la foto più votata è stata quella in copertina di Sergio D’Alessandro dal titolo “quando c’era lui”

Di seguito le altre foto che hanno partecipato

Stefano Marcovaldi – Plage de Torlonia
Maria Elena Ania – Teatro Villa Torlonia
Elisabetta Manni
Maurizio De Angelis – Quattro chiacchere
Anna Ranucci – e se ci fermassimo….
Antonietta Magda Laini
Maria Luisa Giorgi – Villa Torlonia
Lillo Fazzari – Villa Torlonia
Massimo Giannetti – Casino Nobile

Video della mostra”Il Circolo Fotografico PhotoUp si racconta: sfida all’ultimo scatto”

Lavoro collettivo dei soci di PhotoUp

Video realizzato da Giuseppe Giovine

Il circolo, nel mese di luglio 2021, ha presentato alla ventottesima edizione della “Festa per la Cultura”, manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale Controchiave, una raccolta di foto dei soci relative ai contest proposti nel circolo in questi anni.

Le foto della mostra sono state montate in un video che viene qui proposto.

“Cronache Quaranteniche” – CIFA, Bibbiena

Sabato 17 luglio, in occasione del 73° Congresso Nazionale dell FIAF a Bibbiena, verrà inaugurata la mostra dal titolo “Cronache Quaranteniche – diario fotografico di un anno di pandemia”.

A Gennaio 2021 la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) ha deciso di aprire una Call fra tutti i soci (e non) per raccogliere gli scatti più significativi e comporre un diario quotidiano del periodo emergenziale che abbiamo, e che stiamo tuttora vivendo. Un gruppo di soci del nostro Circolo ha deciso di partecipare con un portfolio collettivo che è stato selezionato tra le opere incluse nel volume edito dal CIFA.

Di seguito, alcuni degli scatti che saranno esposti fino al 5 settembre al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Ature) di Bibbiena.

Contest di giugno: I colori della terra. La foto più votata

Per il contest di giugno dal tema I colori della terra la foto più votata è stata quella in copertina di Sergio D’Alessandro intitolata Prova di forza

Le altre foto partecipanti

Stefano Marcovaldi : Una questione spinosa
Maurizio De Angelis.
Lucio Baldelli: Nel profondo, io vado
Michela Poggipollini
Antonella Simonelli: I colori della terra
Anna Ranucci: I colori della terra
Elisabetta Manni
Federico Mammana: I colori della terra
Lucilla Silvani: Antropocene
Maria Luisa Giorgi: I colori della terra
Antonietta Magda Laini

Contest di Aprile: “lo scorrere del tempo”. La foto più votata

Per il contest del Circolo Fotografico PhotoUp la foto che ha raccolto più consensi è stata quella di Elisabetta Manni.

Elisabetta Manni

Di seguito le altre foto che hanno partecipato al contest:

Corrado Seller “La staffetta”
Anna Ranucci “I segni del tempo”
Federico Mammana “Lo scorrere del tempo”
Stefano Marcovaldi
Antonietta Magda Laini “Secondi”
Lillo Fazzari “Ironia”
Sergio D’Alessandro “Tempus fugit”
Massimo Giannetti “Dai boccioli ai fiori”
Lucio Baldelli “L’ora esatta”
Maurizio de Angelis “Tic toc tic toc”
Pino Iovine “Lo scorrere…”
Antonella Simonelli “Gli anelli del tempo”

NORVEGIA

 Testo e foto di FRANCO BRILLI   

foto di copertina: mare Artico d’inverno

Norvegia gennaio 2019 – febbraio 2020

Tutto è cominciato con il primo capodanno da quattordici a questa parte, non trascorso nella verde campagna umbra. Cinque giorni, compresi due di viaggio, nel profondo nord della città di Tromsø e dei suoi dintorni, con la speranza di fotografare l‘aurora boreale.

                                                                Tromso  –  La capitale dei territori del nord

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          Il villaggio Sami – I lapponi norvegesi
Skjervoy, villaggio di pescatori. Cercando orche e balene

Isole Lofoten – Hamnoy, le case rosse più famose del mondo

Mi sono innamorato di tutte queste sensazioni e, tornato a Roma, ho trovato l’offerta di un viaggio alle isole Lofoten e ho deciso di ripartire. Primi di febbraio, gruppo di fotografi molto preparati. otto giorni di cielo coperto e nebbia, nessuna traccia di aurora. Clima e notti infinite ti fanno pensare a perché, da queste parti, ci siano tanti suicidi. Alle 18:00 non c’è più nessuno in giro, negozi chiusi, buio totale, ghiaccio in terra.

Isole Lofoten – Nord Dyroy – La spiaggia disegna textures

Dal punto di vista fotografico ho sperimentato l’uso intensivo del cavalletto, del grandangolo e di tempi di scatto lunghissimi.

Un pizzico di aurora boreale

Spero, un giorno, di tornare da quelle parti per mettere in pratica queste tecniche e, finalmente, incontrare l’aurora boreale.

Contest di Febbraio : “Le acque di Roma: acquedotti, fontane e fontanelle”: la foto più votata.

Per il Contest del Circolo Fotografico PhotoUp la foto che ha raccolto maggiori consensi è stata quella di Anna Ranucci con il titolo “Un vecchio ricordo…” (immagine in copertina e sotto).

Anna Ranucci “Un vecchio ricordo…”

Di seguito le altre foto che hanno partecipato al Contest:

Aldo Carumani: “Acqua e ghiaccio”
Lillo Fazzari: “Fontanelle”
Massimo Giannetti. “Santa Maria in Trastevere”
Antonella Simonelli: “Muro d’acqua – Fontana dell’Ara Pacis”
Corrado Seller: “6 febbraio 1849 – 6 febbraio 2021”
Lucio Baldelli: “Acqua = Vita”
M.L.Giorgi: “Fontana del Moro- P.zza Navona”
Maurizio De Angelis
Michela Poggipollini
Sergio D’Alessandro
Stefano Marcovaldi

Divagazioni sulla fotografia di Stefano Marcovaldi

Oggi ci circondano, tantissime immagini, realizzate con molteplici strumenti, macchine fotografiche elaborate, semplici, usa e getta, telefoni cellulari e tanto altro. Come le consideriamo, come le giudichiamo o le critichiamo? Non è  importante il mezzo ma la finalità e il risultato. Ogni volta che si ammira una foto si sente dire: CHE BELLA FOTO!

Ma cosa si vuole dire, veramente, con questa affermazione? E’ corretta? Quali sono i parametri che utilizziamo per valutare tale immagine? Cosa c’è o non c’è di particolare in quella foto?

Soprattutto chi siamo noi, un fotografo professionista, un fotoamatore (a qualsiasi livello) o un semplice amante delle arti figurative, che cultura fotografica abbiamo per dare un giudizio più consono e preciso?

Forse è più preciso dire “Che Buona Foto” bello può essere il soggetto, una modella, un paesaggio, un tramonto e così via, ma non la foto nel suo insieme.

La fotografia deve raccontare, anche se il soggetto ripreso non è inteso come Bello, le foto di mafia di Letizia Battaglia, le immagini di guerra, dallo sbarco in Normandia al Vietnam alle vicende contemporanee ne sono un esempio.

Andiamo ad indagare le modalità di valutazione, che sono personali e molteplici, soffermandoci su di esse con una maggiore attenzione per capire se il giudizio dato è corretto o meno.

Individuando nella fotografia, come opera d’ingegno, la forma d’arte più importante del ventunesimo secolo, molti artisti la usano come documento di performance o azioni quotidiane, mentre altri inventano scene e narrazioni per raccontare storie immaginarie. mentre ci offrono sia dettagli pubblici che   privati. La fotografia è un mezzo per creare storie, mentre è anche depositaria di valori personali, sociali e culturali. 

Iniziamo da un domanda: Che cos’è una fotografia?

Non è così semplice da definire perché tanti sono i concetti che si inseriscono nella sua costruzione, ed essendo non soltanto un risultato di situazioni meccaniche di riprese attraverso un obiettivo, ma anche il volere comporre e soprattutto comunicare un pensiero, un messaggio, qualunque soggetto che è presente in una immagine resta un oggetto sterile se non viene interpretato, se non viene letto attraverso quella forma di reciproca comprensione che è il linguaggio fotografico.

Il linguaggio è il mezzo per comunicare che ci accompagna dall’inizio della nostra civiltà e della nostra cultura. Con esso ritengo ci siano importanti qualità che vanno individuate in una buona fotografia ed è la loro sintesi a produrre l’immagine corretta.

La Composizione:

Nella composizione troviamo vari controlli da effettuare: 

Nitidezza dell’immagine e l’esposizione, ed a questo pensa in genere la macchina senza la quale non ci può essere un modo di rappresentazione corretto.

Inquadratura: ciò che entra nel rettangolo del fotogramma: guardando nel mirino il fotografo decide quanto può e deve far parte dell’immagine e si rende conto di come i vari elementi agiscono uno rispetto all’altro: dipende dalla distanza tra fotocamera e soggetto e dalla focale dell’obiettivo. Disposizione e rapporti reciproci delle forme, linee e colori nell’immagine; posizione del soggetto e degli altri elementi. 

Prospettiva: dipende dalla distanza tra soggetto e fotocamera e dall angolo di ripresa per cui cambia allontanandosi o avvicinandosi al soggetto, spostandosi verso destra o verso sinistra, tenendo la fotocamera all altezza degli occhi, più alta o più bassa. Illuminazione: qualità della luce (laterale, diffusa, controluce) e disposizione dei vari elementi chiari, scuri dei colori. 

Azione: fermo / in movimento. 

La tecnica è facile perché ben definita, oggettiva, si può apprendere facilmente; tutti possono ottenere fotografie tecnicamente perfette. (le regole della composizione)

Ma anche rispettando queste regole basilari le immagini prodotte ci possono lasciare indifferenti. 

La composizione è soggettiva, implica sensibilità e gusto; è il risultato della cultura fotografica (linguaggio fotografico) personale e i fattori che la determinano sono in gran parte soggettivi e ciò che piace a una persona può lasciare indifferente un altra. La composizione ha che fare col modo di pensare del fotografo, inizia nel momento in cui si decide di scattare una fotografia; ed è il fotografo, normalmente, che sa cosa vuole comunicare.

La composizione è quindi un concetto,principale e personale; non ci saranno mai due fotografi che lavorano allo stesso modo.

Ma non soltanto questi arrivano a caratterizzare la fotografia ed a renderla leggibile all’osservatore servono anche:

la forma, senza la quale il contenuto resta scomposto; 

il contenuto, (linguaggio fotografico) cioè il racconto che l’immagine svolge.

Ed altre componenti (intenzioni) contribuiscono al risultato: 

l’autore, l’opera stessa, e l’osservatore dell’opera fotografica. 

“L’autore” 

è intimamente collegata all’autore stesso ed al significato che vuole assegnarle in quell’istante, perciò non facilmente spiegabile in modo generico perché soggettiva.

“L’opera”. 

Vale a dire che la fotografia a volte può essere autonoma ed avere dei significati che non sono quelli che l’autore desiderava, ma vengono a delinearsi automaticamente proprio perché quell’immagine è stata realizzata in “quel determinato momento”, in “quel determinato ambiente” e così via. L’opera assume dunque un proprio carattere al quale l’autore ha contribuito solo in modo marginale e fortuito.

“L’osservatore”.

Questa non è marginale, anzi direi forse la più importante fra tutte le componenti con cui ci si avvicina alla lettura della fotografia, ed la ritengo la principale. L’osservatore davanti a una fotografia, al di là della sua cultura fotografica ma seguendo il suo istinto e sensibilità, darà una particolare lettura dei contenuti compositivi. La lettura non sempre avviene contemporaneamente alla visione della foto stessa ma anche dal ricordo di immagini tratte dalla memoria che in occasioni passate gli sono capitate davanti. Memoria visiva inconscia.

Quando esistono questi punti di riferimento si può dire che la fotografia ha una sua leggibilità. E’UNA BUONA FOTO

Forse dell’immagine fotografia ci può interessare anche, sotto altri diversi aspetti, sia varie filosofie sia quello che noti autori e scrittori hanno affermato nei loro scritti, sia il modo in cui la descrivono e interpretano. Sicuramente la loro opinione contribuisce a formarci una sorta di influenza che tende a condizionare, in maniera inconsapevole, il nostro vedere. 

Prendere sul serio la fotografia significa anche riflettere sul suo ruolo.