“Rosso libera tutti”

di Monica Ferzi, socia del circolo PhotoUp ed attrice in scena

Fotografie di Emanuele Marzi

Organizzata dall’Associazione Culturale Bolero, per la direzione artistica di Patrizia Masi, a Roma si alza il sipario sulla Grand Parade del Rosso d’autore.

ROSSO LIBERA TUTTI, che ha per Padri nobili Goethe, Kandinskij, Steiner, Rothko, e Lorca. Il Duende sarà il sacro Dàimon con cui gli Artisti saranno chiamati a lottare per la creazione dell’Opera. Una Grand Parade delle attrazioni, dei cortocircuiti, dei ribaltamenti, degli spalancamenti, delle evocazioni, delle ebbrezze, delle ubriacature; degli spari al cuore, dei colpi di fulmine e dei colpi di scena. Un Rosso che squarcia l’oscurità e l’oscurantismo.

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L’arte è terremoto dell’anima, territorio libero di sperimentazione, intorno a cui ruotano realtà differenti. Una commistione di arte, musica, danza, teatro, cinema, scrittura.
Da questo pout-pourri nasce la visione, l’opera, la trasmigrazione. Un’esplosione di suggestioni: suoni, colori, sensazioni, performance dal vivo. Un nuovo viaggio là dove abitano il fuoco, le parole, il cielo, l’allodola e il pettirosso.

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Foto di Emanuele Marzi

Qual è il fil rouge della Rassegna, dove ci conduce? Al Rosso, colore degli estremi! Rosso, come il sangue, la vita che scorre. Denso, carnale, sensuale. Rosso passione, rosso promessa d’amore, rosso peccato, rosso rivoluzione, rosso violenza, rosso pericolo, rosso avventura, rosso sigillo dell’Arte.Ogni tappa della Parade è preludio della seguente e va a comporre un originale mosaico di eventi, ognuno con la propria anima. Il percorso corre verso il dialogo e la scoperta di alfabeti e linguaggi differenti per un’alzata di polvere rossa collettiva. Tutto confluisce in un ampio delta, navigato dalla Poesia e dalla Musica, dove la Bellezza dà scandalo di sé.

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Foto di Emanuele Marzi

Di scena per lo sparo iniziale il Recital flamenco “ALLA VITA”, con la Regia di Patrizia Masi.

Interpreti dell’Evento la Compagnia Bolero con Maddalena Fierro, Antonia Petrangeli, Antonella Cappucci, Monica Ferzi, Erika Ledonne, accompagnate dal grande chitarrista e compositore Riccardo Ascani.

Teatro Anfitrione – Via San Saba 24 Roma 3 – 4 aprile ore 21  5 aprile ore 20,30 con Reina Lopez (Baile Flamenco), Roberto Ippoliti (IIChitarra), Attilio Celona (Percussioni)

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Foto di Emanuele Marzi

 

La mostra “MAAM: il museo abitato” – di Angela Maria Russo

Mondi paralleli di Angela Maria Russo

Presso  la Biblioteca Comunale G. Marconi una nuova mostra del gruppo romano PHOTOUP, questa volta dedicata al MAAM il Museo Abitato.

Una mostra molto interessante, non ero mai riuscita a visitare il MAAM e quindi per me è stata l’occasione per poter conoscere questo luogo attraverso gli scatti dei bravissimi fotografi. Per aprire la mostra è stata scelta una foto che raffigura un esercito, dipinto dall’artista Stefania Fabrizi, che sembra stia lì a controllare e difendere il luogo da influenze negative, pregiudizi e “benpensanti” stereotipati e giudicanti.

Antonella Simonelli
Antonella Simonelli

Dalle foto in esposizione emerge la realtà di questo luogo che, da desolato sito dell’abbandono, è diventato luogo di incontro e di condivisione di esperienze.

Maurizio De Angelis
Maurizio De Angelis

L’edificio è abitato da numerose famiglie che vivono come possono in questa struttura resa magica dai mille artisti che da qui sono passati, si sono fermati e sono ripartiti lasciando agli abitanti il loro messaggio.

Troviamo animali, persone e personaggi che si muovono in una specie di danza. Bambini che attraversano tranquilli, in bicicletta, le stanze piene di graffiti. Raggi di sole che catturano momenti sereni e creano così atmosfere meditative e sognanti. Costellazioni dipinte su cieli blu che raccontano il mondo e il suo divenire facendo sperare in un futuro più rassicurante e gioioso.

Occhi magnetici di gatti, spiritelli indomiti come solo i gatti sanno essere, che sembrano controllare e difendere sia i volti dipinti che quelli reali dei bambini e degli adulti che insieme a loro vivono.

Giochi di bimbi insieme a scarpe per tutti i giorni e a scarpe rosse che denunciano violenze e sottomissioni.

Michela Poggipollini
Michela Poggipollini

Stanze e cortili, che ricordano le scatole cinesi, con una sorpresa in ognuna di esse. Colori e forme dappertutto, segni appena accennati, altri invece decisi. Colori accesi e sfolgoranti che ricordano il fuoco, la sua luce e il suo calore. Bianco e nero, che rendono il segno freddo e determinato. Panni stesi colorati che diventano, a loro volta, opere d’arte nel momento che vengono catturati e resi eterni dall’obiettivo.

Aldo Carumani
Aldo Carumani

Stanze decorate con favole per bambini che, come tutti i bambini del mondo, cercano storie. Una “Pietà” abbandonata che fa pensare alle tragedie del mondo. Una porta che per sottolineare il suo ruolo lo ricorda con la scritta “casa” dando così dignità ai suoi abitanti dei quali ritroviamo la vita che scorre nei panni stesi appena fuori di quella porta.

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Alessandra Catenacci

E una bacinella azzurra come il mare piena di panni da lavare e di ricordi.

M.Rosaria marino
Maria Rosaria Marino

Per finire sopra ad un tavolo occupato da giochi di bimbi, dietro la finestra le nuvole bianche e morbide, che sembrano uscite da un quadro di Magritte, abbelliscono la foto, creando un sogno e una speranza. Nel vetro un piccolo foro e forse da lì si potrebbe tenere il filo di un coloratissimo aquilone che volerebbe libero. Così come sognano di volare liberi i personaggi, abitanti fissi oppure di passaggio, di questa complicata struttura, piena di mondi paralleli che per una sorta di alchimia si sono incontrati, dimostrando così che un’altra via è possibile.

 

Persone in ambienti astratti di Michela Poggipollini

Nella mia  prima presentazione su questo Magazine: “Marine Nordiche”,  riprese nel Nord Europa, i soggetti delle mie foto erano le persone, prese da lontano e quindi piccole o piccolissime, che camminavano su e giù sulle spiagge impossibilitati a sedersi per via delle maree.

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In questa nuova raccolta di foto, selezionate tra immagini che nel tempo ho scattato a Roma o nei miei viaggi, sono tornata a scegliere  come soggetti persone riprese da lontano, non più inserite in ambienti naturali bensì in luoghi astratti, irriconoscibili e quasi enigmatici.

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Queste architetture hanno forme particolari: angoli a gomito o che si spezzano creando triangolazioni, raggiere che si dipartono da punti invisibili e che si incrociano tra loro, muri trasparenti o a squame, curve  semplici o contorte come serpenti.

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Anche i colori si susseguono gradualmente partendo da un azzurro intenso, per passare al verde con l’azzurro ed arrivare attraverso cenni di rosso ad un rosso pieno che si spegne nel bianco.

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In questo contesto le persone, sia che siano concentrate  a far qualcosa,  vaghino senza meta o in trasparenza salgano le scale, sollecitano comunque la nostra attenzione.

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MAAM: il museo abitato

Il Circolo Fotografico PhotoUp presenta la mostra: “MAAM: il museo abitato” in esposizione dal 9 marzo al 6 aprile presso la Biblioteca Comunale Guglielmo Marconi di Roma.

Il MAAM rappresenta un’esperienza unica nel suo genere; inserito nell’ex stabilimento del salumificio Fiorucci sulla Prenestina, all’estrema periferia est di Roma, è al tempo stesso alloggio per famiglie disagiate ed esposizione in continuo divenire di murales, sculture e manufatti artistici che, a pieno titolo, si devono considerare spesso dei veri capolavori. Ciò che rende ancora più unico il MAAM è la coesistenza delle immagini fissate sulle pareti o negli spazi lasciati vuoti dai macchinari con quelle della vita quotidiana degli occupanti. I due mondi, quello della mostra d’arte e quello della quotidianità, non si ignorano né si scontrano ma convivono serenamente perché l’uno si alimenta dell’altro e si mostrano con distacco agli occhi del visitatore.
La mostra si articola in due sezioni in ognuna delle quali saranno esposti due gruppi di circa 50 foto; il primo gruppo dal 9 marzo (giorno dell’inaugurazione) al 22 marzo, il secondo dal 23 marzo al 6 aprile.

 

Mostra fotografica: Visioni di Gruppo#7

Venerdì 14 dicembre si è inaugurata nella sede romana di Officine fotografiche la mostra annuale “Visioni fotografiche#7” nella quale hanno esposto due soci del Circolo Antonella Simonelli e Stefano Marcovaldi. la mostra sarà aperta fino al 10 gennaio.

 

 

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Foto di Antonella Simonelli

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Foto di Stefano Marcovaldi

Ostuni – La città bianca di Sergio D’Alessandro

Ostuni è una cittadina del Salento in provincia di Brindisi. Il centro storico, che gli abitanti chiamano “La Terra”, un tempo era caratterizzato dalle case interamente dipinte di bianco.  Oggi questa caratteristica si è un po’ persa e, nonostante la presenza ingombrante di piccoli negozi di souvenir, di bar e ristoranti, mantiene un fascino tutto particolare, difficile da dimenticare.

Il centro storico inizia da Piazza della Libertà con una serie di stradine e vicoli che salgono ripide e tortuose verso la piazza della Cattedrale; si incontrano un po’ dovunque archetti, sottovie  e contrafforti che sostengono le due case ai lati del vicolo.

 

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Ostuni 6

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Il mio viaggio a New York e San Francisco di Michela Poggipollini

Erano anni che desideravo visitare l’America ed in particolare New York e San Francisco. Finalmente si è presentata l’occasione e sono partita piena di aspettative.  Sono architetto ma, ora che sono in pensione, soprattutto fotografa. Queste città, belle sopra ogni aspettativa, mi hanno offerto molto anche in campo fotografico.

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Sono andata lì col preciso intento di fotografare  palazzi e grattaceli, non visti dal basso verso l’alto a bucare il cielo e perdersi nella foschia o inseriti  nel loro contesto cittadino, ma ripresi ortogonalmente,  per ottenere delle inquadrature globali dei grattacieli ed evidenziare i particolari più significativi quando si trattava di edifici.

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Per ottenere questo effetto, avevo la necessità di inquadrare i grattaceli da molto lontano. Così il primo giorno mi sono recata a Brooklyn, attraversando a piedi il bellissimo ponte, dove sapevo che il fiume Hudson mi avrebbe allontanato a sufficienza da Manhattan. Mi aspettavo di riprendere tutti grattaceli moderni ed invece  la vista che trovai fu molto più particolare ed interessante. C’era la storia dell’architettura di questa parte di città, grattaceli moderni accostati ad edifici e grattaceli  antichi ed il riflesso di una gru parlava anche di futuro.

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Nella seconda parte  del portfolio, realizzato, soprattutto a San Francisco, oggetto delle mie foto sono stati  edifici più bassi, che non mi interessava riprendere  nella loro interezza come i grattaceli di New York,  bensì,  adottando la stessa tecnica, concentrarmi sui loro particolari  più significativi.

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Anche qui le foto più  interessanti sono state quelle dove  un edificio antico era accostato ad uno moderno.

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Il portfolio è così suddiviso in due parti. Le prime tre foto riprendono i grattaceli di Manhattan,  le successive  prevalentemente riprese a San Francisco, sono edifici di diverse tipologie.

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