Muro di Berlino di Maria Elena Ania

Oggi  è  di attualità parlare di erigere  “muri” con tutto il  valore simbolico,  ideologico e politico che questo comporta.

 Pensati   come elementi   volti a proteggere e delimitare confini sono controcorrente rispetto a  un mondo interconnesso in cui la rete e i social network sembrano avere lo scopo di eliminare ogni barriera,  facendo correre le idee da un capo all’altro del mondo.

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Le vicende storiche hanno dimostrato che le barriere determinano la condizione in cui   ci si si trova di qua o di là del muro  inclusi o  esclusi. 

Berlino è la città europea  che ha vissuto la sofferenza e la vergogna di vedere diviso il suo territorio da un muro  eretto il 13 agosto del 1961, voluto dalle potenze vincitrici alla fine della seconda guerra mondiale. Il muro doveva essere temporaneo ma rimase in piedi per 28 anni e divenne  simbolo  della Guerra fredda tra USA e URSS.

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A 30 anni dalla caduta del “Muro” dei 155 km di manufatto, le parti rimaste  non rappresentano  più l’aspetto originario,  molte sono conosciuti per i disegni, graffiti alcuni dipinti da artisti famosi .

Delle circa 133 vittime uccise dalla polizia di frontiera nel tentativo di superare il muro militarmente fortificato verso Berlino ovest è stato eretto un Memoriale il “Gedenkstätte Berliner Mauer “.

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Berlino sembra   non voler dimenticare un episodio doloroso della sua storia,  il muro come simbolo di divisione suscita una forte emozione non solo tra i cittadini di Berlino ma del mondo intero.

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Palermo Capitale della Cultura 2018 di Maria Elena Ania

Palermo è stata scelta  capitale italiana della cultura 2018.

La Cattedrale- San Francesco di Paola

Una scelta condivisa da chi conoscendo il capoluogo siciliano ne ha visto riconosciuto l’innegabile patrimonio culturale.

La Cattedrale- Santa Rosalia patrona di Palermo

La storia millenaria e l’alternanze di dominazioni, dopo la sua fondazione ad opera dei Fenici con il nome di Zyz (fiore),  ha dato alla città un immenso patrimonio artistico monumentale.  Greci, romani, arabi bizantini, normanni, aragonesi, spagnoli, borboni   hanno lasciato tracce tangibili nella architettura, nella lingua, nella cucina.

La Cattredale- San Francesco di Paola 2

Palermo può essere considerata una città in cui convergono elementi apparentemente inconciliabili, ma proprio  questo la rende affascinante ed enigmatica. Votata alla multietnicità  ha saputo offrire riparo ed  integrazione  ai popoli che l’hanno eletta per dimorarci.

La Zisa interno

Il progetto culturale all’interno del quale si inserisce la candidatura a Capitale italiana della Cultura  2018 prevede anche la prestigiosa  biennale itinerante  di arte contemporanea Manifesta 12  che avrà come scenario Palermo e si intitolerà “Il Giardino Planetario. Coltivare la coesistenza” dal 16 giugno al 4 novembre.

La Zisa visto dalla Chiesa della Santissima Trinità

“Palermo – ha detto il ministro Franceschini- è di per sé una capitale nel cuore del Mediterraneo, che è riuscita a ritrovare  la propria centralità grazie alla cultura, al turismo, alla riqualificazione degli spazi urbani. Un’ offerta culturale di qualità,  quella di Manifesta 12, ha proseguito il ministro “unita alle iniziative per Palermo Capitale italiana della cultura 2018 e dell’ Anno  Europeo del Patrimonio, faranno di questa metropoli un centro vitale e attrattivo agli occhi del mondo.”

La Zisa- I diavoli

Il sindaco Leoluca Orlando ha ribadito come la città sia da sempre “capitale delle culture”, dunque non semplicemente europea, ma anche “mediorientale e mediterranea” tanto da consentirle di riceverne il riconoscimento dell’itinerario arabo-normanno dalla WHL dell’ Unesco.

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“La passione fa crollare i muri”

di Alessia Ambrosi

Immagini di Alessia Ambrosi e Maria Elena Ania

Giovedì 30 Marzo, assieme ad un’amica socia del circolo (Maria Elena Ania), ho avuto il piacere non solo di visitare una splendida mostra, ma anche di ascoltare dal vivo il punto di vista di una fotografa che, con coraggio e dedizione, si è sempre battuta per difendere i valori civili ed etici.

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Si tratta della mostra “Per pura passione”, una personale della fotografa Siciliana Letizia Battaglia in corso fino al 17 Aprile presso il Maxxi di Roma, curata con un interessante mix di modernità e raffinatezza dal direttore del Folkwang Museums di Essen Tobia Bezzola e dalla curatrice della Tate Modern di Londra Shoair Mavlian.

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Un racconto accurato e multi sfaccettato che ripercorre 40 anni di storia Italiana, seguito da un interessante dibattito sull’evoluzione della fotografia e del suo linguaggio conclusosi con una speranza che si avvera: la prossima realizzazione del nuovo Centro Internazionale di Fotografia di Palermo che, sotto la sua direzione, si auspica ospiterà la sua prima mostra subito dopo l’estate.

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D’accordo con Elena, abbiamo voluto condividere con voi alcuni momenti della mostra e dell’incontro. Un piccolo omaggio ad una fotografa dal grande cuore che ha dato tutta se stessa non solo nella fotografia, ma anche nella società.

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