Norway Texas di Gianni Galassi

di Antonella Simonelli

Il 27 febbraio , presso il Leica Store di Piazza di Spagna a Roma, si è inaugurata la mostra Norway Texas del fotografo Gianni Galassi.

La prima curiosità era capire che rapporto ci potesse essere tra la Norvegia e il Texas. Galassi lo spiega “ Ho visitato luoghi a me sconosciuti eppure carichi di atmosfera che il cinema ha reso a tutti familiari. La stessa evocata dalle scenografie del capolavoro di Wim Wenders, Paris Texas….”

Il lavoro esposto in mostra nasce da un viaggio in Norvegia, a bordo del postale che collega Bergen al confine russo.

Si potrebbe pensare che Galassi fosse alla ricerca della natura incontaminata, ma è lo stesso fotografo a spiegare , che non è interessato a questo ma al contaminato. In quei luoghi delle più remote località della costa artica Galassi ha ritrovato il DNA dell’architettura del profondo mid west americano.

Quei luoghi lo colpiscono perché sono una specie di sfida alla sopravvivenza che l’uomo lancia alla natura. Durante la serata inaugurale il fotografo ha raccontato come, trovandosi difronte alla luce perenne , diversa da quella che è protagonista delle sue opere precedenti , si è adattato alle circostanze e ne ha prodotto un progetto che non si allontana però dall’attenzione concettuale che lo riguarda.

Galassi fotografa strade, edifici spazi vuoti dove la presenza umana è evidente ma mai esplicita, qualche volta un veicolo o una finestra illuminata ci parlano di un paesaggio urbanizzato che a prima vista potrebbe sembrare abbandonato.

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Ancora una volta il centro concettuale della sua ricerca, pur se con uno stile molto diverso dai suoi lavori precedenti (l’uso del colore per esempio rispetto al bianco e nero , lenti diverse etc…), rimangono la forma geometrica, le linee ed i rapporti che li legano.

Galassi durante la serata non si è sottratto neanche alle curiosità tecniche dei presenti : obiettivi usati, modalità di scatto, uso della luce, post produzione etc….

Edifici, architettura, luoghi umani senza uomini, in un angolo di mondo che inaspettatamente e paradossalmente ne ricorda un altro così distante da tutti i punti di vista: Norvegia e Texas.

Da tutto questo Galassi mette insieme un corpo ricco e coerente di immagini e ne nasce anche un libro molto ben fatto dal design sottile, di medie dimensioni ma che da un enorme spazio alle immagini.

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Dal 27 febbraio alla Laica Store -Roma

Via dei Due Macelli, 57 – 00187 Roma

Biocities di Carlo d’Orta

di Antonella Simonelli

Carlo D’Orta viaggiatore e fotografo da oltre quarant’anni, nasce a Firenze nel 1955 vive e lavora a Roma. Tra il 2003 e il 2012 frequenta corsi avanzati di pittura oltre ad un master in fotografia all’Istituto Europeo IED di Milano. Dopo un approccio documentario passa ad una fotografia caratterizzata da una ricerca di astrazione e addirittura ad una visione metafisica-surrealista.

Nel suo lavoro Biocities Carlo D’Orta racconta le architetture come quadri di astrazione contemporanea.

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Strabilianti sono le consonanze pittoriche con Malevic, El Lissisky, Mondrian, Rothko, Peter Halley ed altre.

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Come è palese in Berlino BGL 10 le sue foto esprimono un fortissimo rigore formale che lo avvicinano al Neoplasticismo.

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Le fotografie di questa serie potrebbero sembrare dei collages, ma sono invece ottenute attraverso particolari posizioni di scatto e attraverso una forte compressione prospettica con l’ausilio di potenti zoom, come dimostra l’opera ambientata presso la stazione Tiburtina di Roma.

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Gianluca Marziani definisce Carlo D’Orta “Il biologo del paesaggio contemporaneo che scava sotto il primo strato dell’apparenza urbana.”

Le foto di D’Orta non raccontano l’immagine reale dell’edificio ma esprimono strutture architettoniche attraverso segni e giochi cromatici. Ci troviamo difronte ad un’analisi biologica della città dove ad essere indagato è una sorta di DNA dell’edificio stesso e non come semplice contenitore di vite altre.

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 source: www.carlodortaarte.it

 

La foto di Positano a pagamento

E’ notizia di questi giorni che il comune di Positano nella costiera amalfitana, ha deciso di istituire una tassa per tutte le immagini del paese scattate per fini commerciali e per film, anche in caso di riprese per una cerimonia di nozze. Bisognerà infatti, in questi casi, richiedere l’autorizzazione all’amministrazione comunale con almeno 30 giorni di anticipo; previste per i trasgressori pesanti sanzioni pecuniarie. E’ stato inoltre vietato l’uso di droni.

Sources: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/positano-comune-tassa-foto-e-video-scopi-commerciali-1458510.html

RGB Light Experience – Il sogno lucido

di Maria Rosaria Marino

RGB Light Experience è un festival di installazioni luminose e videomapping. Il tema di questa seconda edizione è Il sogno lucido, cioè avere la consapevolezza del sogno e quindi la capacità di esplorare e modificare la materia onirica. La manifestazione si è svolta per tre giorni, dal 27 al 29 ottobre 2017, dal tramonto a notte fonda,

rendendo la città un museo a cielo aperto fruibile a tutti. Il percorso di circa quattro chilometri, partiva dalla fermata metro del Pigneto fino a via dell’Acquedotto Alessandrino a Tor Pignattara, passando per via della Marranella. I quartieri hanno ospitato diciannove opere, divise tra installazioni luminose e videoinstallazioni di artisti celebri e talenti emergenti.

Di seguito una selezione di foto che ho realizzato, assistendo a questa forma di arte contemporanea e riqualificazione urbana.

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Frammenti di Bruno Cattani

di Antonella Simonelli

Ancora per pochi giorni è possibile visitare presso Officine Fotografiche a Roma la mostra “Frammenti” di Bruno Cattani.

Sono frammenti della memoria quelli che Cattani ci propone in questa mostra dalle dimensioni oniriche e surrealiste.

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Le immagini dell’autore sono capaci di evocare ricordi che ognuno di noi ripone in un angolo del proprio inconscio.

Cattani con un linguaggio preciso, che lo connota e che è divenuto ormai inconfondibile, riesce a smuovere dentro di noi quei sentimenti di nostalgia per tempi e luoghi che non sono i nostri, che non abbiamo mai conosciuto ma che nonostante ciò ci appaiono così familiari.

Immagini di un grande cavallo a dondolo solitario in un angolo di giardino, caroselli che volano nel cielo, una giostra sospesa su uno sfondo irreale, tre tonni che sbucano su un frammento di muro sono ricordi che il fotografo di Reggio Emilia raccoglie nei suoi viaggi, ma sono anche i ricordi di tutti noi.

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“Una fotografia “ dice Cattani “può svelarci cose che fino al momento in cui la guardiamo erano rimaste nascoste, celate nell’apparente ordinarietà del reale, e che solo quel congegno diabolico racchiuso nella macchina fotografica (attraverso la scelta di una certa inquadratura, dentro una certa luce) riesce a cogliere….”

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Officine Fotografiche Via Giuseppe Libetta,1-00154 Roma

27 ottobre -17 novembre

source: officinefotografiche.org

La Leica III fatta con i mattoncini Lego

di Paola Bordoni

 

Milan Madge : è questo il nome del designer danese che ha ricreato con la massima precisione la macchina fotografica Leica III in formato gigante utilizzando i celebri mattoncini Lego.

“Le fotocamere sono una cosa molto interessante da costruire in LEGO” afferma Madge. “Sono principalmente un sacco di cerchi concentrici, ed i mattoni LEGO non lo sono affatto. Quindi è una grande sfida, c’è un bel po’ di matematica coinvolta.”

“Sicuramente la parte più difficile  è stata  la lente. ”

 

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Source: https://petapixel.com/2017/10/13/guy-built-giant-leica-camera-lego/

Getty Images vieta l’uso di Photoshop nelle fotografie delle modelle

di Paola Bordoni

Adeguandosi ad una nuova legge francese  che dal 1 ottobre impone la presenza della dicitura “immagine ritoccata” per ogni pubblicità che contenga corpi di modelli ritoccati, Getty Images, una delle agenzie fotografiche più famose al mondo, chiederà ai fotografi che collaboreranno con lei e con un servizio di sua proprietà iStock, di sottoscrivere un contratto nel quale si impegnano a non ritoccare con PhotoShop le immagini di modelle e modelli. Sarà possibile variare i colori e la luce ma non alterarne l’aspetto fisico.

Rebecca Swift, direttore della pianificazione creativa di Getty, ha affermato: ” Ho visto diversi trend di airbrushing e ritocco ma ora viviamo molto in un periodo di autenticità dove ci viene chiesto di creare contenuti più autentici. Abbiamo circa un milione di ricerche al giorno sul nostro sito web così abbiamo un ottima visione di ciò che il mondo sta guardando. Negli ultimi due anni, e in modo più marcato nell’ultimo anno, abbiamo visto un notevole aumento di parole come “la vita reale”, la “fotografia unstilted” e “l’autenticità” – soprattutto nelle donne.

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Il tema della credibilità delle immagini, soprattutto di donne  e soprattutto celebri, nelle fotografie di riviste, giornali e pubblicità, viene anche affrontato da Kate Winslet che, nel firmare il contratto pubblicitario con l’Oreal,  ha espressamente vietato l’uso del fotoritocco per modificare le sue immagini.

 

 

Sources: https://www.theguardian.com/

’77 UNA STORIA DI QUARANT’ANNI FA

di Antonella Simonelli

Dal 24 settembre 2017 fino al al 14 gennaio 2018 presso il Museo di Roma in Trastevere sarà possibile visitare la mostra “77 una storia di quarant’anni fa nei lavori di Tano D’amico e Pablo Echaurren” promossa da Roma Capitale-Assessorato della crescita culturale-Sovraintendenza Capitolina ai beni Culturali ,organizzata dal Centro Sperimentale di Fotografia adams e curata da Gabriele Agostini.

La mostra attraverso le immagini fotografiche di uno tra i maggiori fotografi italiani Tano D’Amico e attraverso le opere di uno dei più interessanti artisti dell’arte contemporanea Pablo Echaurren prende le mosse dal rapporto tra arte, politica e ideologia e l’uso che i movimenti antagonisti facevano delle avanguardie artistiche del 900. Da questo presupposto racconta i fatti, gli eventi e le persone protagoniste di un particolare momento della nostra storia : il ’77.

La mostra non ha una struttura storico-cronologica degli avvenimenti ma una struttura tematica e si incentra intorno ad alcuni nuclei tematico-emozionali tipo le facce, le feste, la donna, il rapporto uomo-donna, l’opposizione, la morte, il sangue, le lettere, la comunicazione alogica, la poesia visiva, la creatività urbana…. mezzi migliori per raccontare il linguaggio dell’epoca.

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La mostra contiene circa 200 opere ed è corredata dall’uscita di un libro “Il Piombo e le Rose “-Utopia e creatività del movimento 77- edito da Postcart, proiezioni di filmati, ed una postazione informatica per la consultazione di stampa e quotidiani dell’epoca. Inoltre durante lo svolgimento della mostra sono previsti tre seminari tematici con giornalisti, storici, storici dell’arte e protagonisti del movimento e ancora verrà proiettato il film “ Indiani Metropolitani “ della regista Antonella Sgambati.

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Museo di Roma in Trastevere   Piazza di Sant’Egidio, 1 – Roma (RM)

Dal 24/09/2017 al 14/01/2018

source: www.oggiroma.it