di Antonella Simonelli

di Antonella Simonelli











di Paola Bordoni
Sul nuovo numero di Riflessioni edito dalla Fiaf sono stati pubblicati le immagini dei finalisti di Portfolio Italia – Gran premio Hasselblad, accompagnati da un breve testo critico. Ecco alcune immagini di Roberta Basile
Wikipedia: ”mash-up in termini informatici è un sito od un’applicazione web di tipo ibrido, cioè tale da includere dinamicamente informazioni e contenuti provenienti da più fonti. Viene anche usato in ambito musicale e letterario”. In italiano viene spesso tradotto con il termine “poltiglia” ma forse la versione migliore è quella che indica nel mashing up l’azione di ridurre a pezzi una sostanza per trasformarla in qualcosa di omogeneo. Ed è questa l’azione che Roberta Basile, nel suo portfolio “Noi vivi”, ha fatto su Napoli e la sua area metropolitana, riducendo in piccoli pezzi e poi unendo in un caleidoscopico progetto le diverse e profonde realtà della società mediterranea con la sua iconografia e la sua ridondanza poetica; una città dove convivono e cozzano realtà diverse, la disoccupazione, il fanatismo religioso, il culto dei media, l’integrazione razziale. La sequenza fotografica, in uno scorrere continuo, è aggressiva, densa di profonde emozioni, con un impatto visivo forte mai filtrato, sottolineato e voluto attraverso un linguaggio fotografico da cronaca in bianco e nero, che fa anche da collante per assemblare immagini di eventi e contraddizioni di una società magmatica e caotica. In questo racconto la fotografa si inserisce, diventandone parte indivisibile, perché questa terra è anche il suo orizzonte quotidiano. Con i suoi scatti dai tagli spesso esasperati, il contrasto graffiante quasi materico, ci restituisce la visione di una città complessa ma profondamente umana liberata dalla retorica e dai luoghi comuni, affrontando il racconto complesso, articolato ma coerente di una società in trasformazione, senza rimanere costretta nei limiti del singolo istante/scatto. La narrazione trova il suo titolo “Noi Vivi” nell’immagine realizzata in un tunnel sotterraneo, utilizzato come rifugio antiaereo nella seconda guerra mondiale, icona riassuntiva di tutto il progetto, quasi un manifesto inciso su di un muro: al di là dei sacrifici, delle lotte, dei fanatismi, degli stereotipi mediatici cristallizzati, la vita, l’energia interiore a Napoli non si arrende.
di Antonella Simonelli
Si è inaugurata il 29 novembre nelle sale di Forma Meraviglia a Milano la mostra “Gli Americani “di Robert Frank.
83 fotografie vintage, la serie completa di un progetto fotografico che ha visto, a metà degli anni 50, Robert Frank protagonista di un pellegrinaggio attraverso 48 stati dell’America per la durata di due anni .
Una pietra miliare nell’ ambito della fotografia di viaggio che ha cambiato per sempre il modo di pensare al reportage. Scrive Robert Frank :”L’importante è vedere ciò che è invisibile agli altri. Magari che aspetto abbia la speranza, o la tristezza. Inoltre è sempre la reazione istantanea a se stessi, ciò che produce una fotografia”.
( Dal 30 novembre al 19 febbraio presso FORMA MERAVIGLI Milano)
Source:http://www.formafoto.it
Si è svolta nel Teatro Divizi di Bibbiena la premiazione dei Vincitori dell’Edizione 2016 di portfolio Italia – gran premio Hasselblad: il primo premio è stato assegnato a Graziano Panfili con il lavoro “Di padre in figlio”; gli altri due finalisti sono Francesco Comello con “L’isola della salvezza”, e Teresa Visceglia con “Chapiteau”.
Insieme ai tre finalisti, vincono il Masterclass Hasselblad: Alessandro Fruzzetti, Giuseppe Torcasio, Giulio Brega, Matteo Signanini, Paolo Pisani, Gabriele Duchi, e Giancarlo Rupolo.
La mostra dei lavori di Portfolio Italia resterà allestita al CIFA di Bibbiena fino al 5 febbraio 2017.



Source:www.fiaf.net
di Antonella Simonelli
Grande fotografa di strada del XX secolo.
Alcune delle sue fotografie fanno ormai parte del nostro immaginario, la grande ma umile arte di perseguire con una macchina fotografica la verità per le strade.
Nel corso di cinque decenni Vivian Maier ha esposto 2000 rotoli di pellicola, 3000 stampe e più di 100000 negativi, la maggior parte scattati con la sua Roleiflex a Chicago e New York City, passando dai ritratti di signore borghesi dei quartieri più in vista agli ambienti più grigi di homeless e mendicanti.
Dal 4 Novembre 2016 al 5 Gennaio 2017 presso l’Ilex Gallery.10 b Photography Gallery Via San Lorenzo da Brindisi 10b.
Questo portfolio è nato un po’ per caso, all’inizio avevo qualche dubbio a presentare le foto di un luogo come Auschwitz-Birkenau ( Oswiecim), ma poi mi sono imbattuta nella frase di Primo Levi che mi ha motivato ad esporle contribuendo a mantenere vivo il ricordo.





Due piccoli borghi, che si affacciano sul mare cristallino di una Sardegna illuminata dal sole limpido di luglio, hanno fatto da sfondo alle mie vacanze 2016. San Salvatore di Sinis, frazione del Comune di Cabras, che negli anni Sessanta e Settanta, viste le sue caratteristiche che ricordano scenari messicani, ha fatto da sfondo ad alcuni film del filone spaghetti-western, e San Giovanni di Sinis, nell’omonima penisola e poco distante dagli scavi punici e romani dell’antica Tharros e dalla città di Oristano. Approfittando della paziente collaborazione di mia moglie Cristina, durante alcuni pomeriggi di “ozio creativo”, ho cercato di ritrarre i colori saturi e selvaggi di un’isola che è nel cuore di tutti




I contesti possono essere guardati da diversi punti di vista, esprimere diverse verità. Nel recarmi all’Expo ho pensato a cosa mi avrebbe interessato. Insieme ad altre centinaia di persone ero lì, tutti nello stesso luogo ma probabilmente non tutti vedevamo le stesse cose. Ho cominciato a vedere colori, tanti colori diversi. Ero attratta dalla folla, miriadi di persone, in fila, in attesa. Allora ho cominciato a fotografare, colori e persone. La saturazione così accentuata mi ha permesso di evidenziare tutto questo e contemporaneamente di far emergere la comicità di fondo.




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