Per pura passione – Letizia Battaglia

di Antonella Simonelli

Si è inaugurata a Roma il 24 novembre al Maxxi la mostra Per pura passione  di Letizia Battaglia.
200 scatti, provini, vintage print ma anche riviste, film ed interviste provenienti dall’archivio storico di una delle più importanti figure della fotografia contemporanea.
La mostra è articolata in due macro aree: una prima sezione documentaria apre la mostra e racconta la sua intensa attività all’insegna dell’impegno politico, foto degli scontri di piazza, le manifestazioni politiche degli anni settanta, i ritratti di Pier Paolo Pasolini, Franca Rame e, per la prima volta la serie realizzata nel 1983 all’interno dell’ospedale psichiatrico di via Pindemonte a Palermo.
 Si procede poi con una grande installazione Anthologica: 120 foto in bianco e nero di grande formato (66x100cm) calano dall’alto e lo spettatore si trova in qualche modo immerso in un labirinto di immagini, testimonianza dell’incessante attività che vede Letizia Battaglia da quaranta anni impegnata nella vita politica e sociale del nostro Paese. Troviamo alcuni dei più celebri scatti della fotografa dai più cruenti fatti di mafia ai ritratti di Falcone e Borsellino, all’arresto del boss Leoluca Bagarella ma anche le processioni religiose, le foto dei bambini e delle donne dei quartieri popolari di Palermo, nonché la borghesia e la nobiltà della città.
La mostra rimarrà aperta fino al 17 aprile 2017.
                  www.askanews.it
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Vetrine e riflessi di Erica Cremenich

Vita frenetica che si riflette sulle vetrine di oggetti invenduti, inanimati che si lasciano guardare, ammirare, ci incuriosiscono. Due mondi diversi e paralleli, tra l’uno e l’altro lo spazio della nostra mente, del nostro corpo fisico, del vetro che li divide. Non possono entrare in relazione se non fusi su unico piano in un non-spazio e in un non-tempo in quei riflessi che li amalgamano così armonicamente creando atmosfere suggestive e quasi oniriche. Guardando fisicamente le vetrine sorge spontaneo un interrogativo. Sono -come la fotografia stessa – uno specchio del mondo quindi un riflesso del mondo o una finestra aperta sul mondo?
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Erica Cremenich

 

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Erica Cremenich

 

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Erica Cremenich

 

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Erica Cremenich

Acqua di Maurizio De Angelis

Le foto di questo portfolio sono state scattate in tempi e luoghi diversi e senza l’intenzione di costruire un discorso univoco.Soltanto a posteriori, rivedendole, mi sono reso conto che
l’elemento acqua poteva essere osservato da diversi punti di vista,che ho tentato di esprimere con i titoli dati agli scatti.
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Scorre lenta
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Capolavoro
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Sgocciolio
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Il peso dell’acqua
dissipata
                                                                                                                       Dissipata

 

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                                                                                                                            Trasparenza

Roberta Basile: Noi Vivi

di Paola Bordoni

Sul nuovo numero di Riflessioni edito dalla Fiaf  sono stati pubblicati le immagini dei finalisti di Portfolio Italia – Gran premio Hasselblad,  accompagnati da un breve testo critico. Ecco alcune immagini di Roberta Basile

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Wikipedia: ”mash-up in termini informatici è un sito od un’applicazione web di tipo ibrido, cioè tale da includere dinamicamente informazioni e contenuti provenienti da più fonti. Viene anche usato in ambito musicale e letterario”. In italiano viene spesso tradotto con il termine “poltiglia” ma forse la versione migliore è quella che indica nel mashing up l’azione di ridurre a pezzi una sostanza per trasformarla in qualcosa di omogeneo. Ed è questa l’azione che Roberta Basile, nel suo portfolio “Noi vivi”,  ha fatto su Napoli e la sua area metropolitana, riducendo in piccoli pezzi e poi unendo in un caleidoscopico progetto le diverse e profonde realtà della società mediterranea con la sua iconografia e la sua ridondanza poetica; una città dove convivono e cozzano realtà diverse, la disoccupazione, il fanatismo religioso, il culto dei media, l’integrazione razziale. La sequenza fotografica, in uno scorrere continuo, è aggressiva, densa di profonde emozioni, con un impatto visivo forte mai filtrato, sottolineato e voluto attraverso un linguaggio fotografico da cronaca in bianco e nero, che fa anche da collante per assemblare immagini di eventi e contraddizioni di una società magmatica e caotica. In questo racconto la fotografa si inserisce, diventandone parte indivisibile, perché questa terra è anche il suo orizzonte quotidiano. Con i suoi scatti dai tagli spesso esasperati, il contrasto graffiante quasi materico, ci restituisce la visione di una città complessa ma profondamente umana liberata dalla retorica e dai luoghi comuni, affrontando il racconto complesso, articolato ma coerente di una società in trasformazione, senza rimanere costretta nei limiti del singolo istante/scatto. La narrazione trova il suo titolo “Noi Vivi” nell’immagine realizzata in un tunnel sotterraneo, utilizzato come rifugio antiaereo nella seconda guerra mondiale, icona riassuntiva di tutto il progetto, quasi un manifesto inciso su di un muro: al di là  dei sacrifici, delle lotte, dei fanatismi, degli stereotipi mediatici cristallizzati, la vita, l’energia interiore  a Napoli non si arrende.

 

“Gli Americani” di Robert Frank

di Antonella Simonelli

Si è inaugurata il 29 novembre nelle sale di Forma Meraviglia a Milano la mostra “Gli Americani “di Robert Frank.

83 fotografie vintage, la serie completa di un progetto fotografico che ha visto, a metà degli anni 50, Robert Frank protagonista di un pellegrinaggio attraverso 48 stati dell’America per la durata di due anni .

Una pietra miliare nell’ ambito della fotografia di viaggio che ha cambiato per sempre il modo di pensare al reportage. Scrive Robert Frank :”L’importante è vedere ciò che è invisibile agli altri. Magari che aspetto abbia la speranza, o la tristezza. Inoltre è sempre la reazione istantanea a se stessi, ciò che produce una fotografia”.

( Dal 30 novembre al 19 febbraio presso FORMA MERAVIGLI  Milano)

Source:http://www.formafoto.it

Portfolio Italia 2016 – Fiaf Graziano Panfili

Si è svolta nel Teatro Divizi di Bibbiena la premiazione dei Vincitori dell’Edizione 2016 di portfolio Italia – gran premio Hasselblad: il primo premio è stato assegnato a  Graziano Panfili con il lavoro “Di padre in figlio”; gli altri due finalisti sono Francesco Comello con “L’isola della salvezza”, e Teresa Visceglia   con “Chapiteau”.

Insieme ai tre finalisti, vincono il Masterclass Hasselblad: Alessandro Fruzzetti, Giuseppe Torcasio, Giulio Brega, Matteo Signanini, Paolo Pisani, Gabriele Duchi, e Giancarlo Rupolo.

La mostra dei lavori di Portfolio Italia resterà allestita al CIFA di Bibbiena fino al 5 febbraio 2017.

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Graziano Panfili
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Francesco Comello
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Teresa Visceglia

 

 

 

 

 

 

 

 

Source:www.fiaf.net

“WHERE STREETS HAVE NO NAME” Vivian Maier

di Antonella Simonelli

Grande fotografa di strada del XX secolo.

Alcune delle sue fotografie fanno ormai parte del nostro immaginario, la grande ma umile arte di perseguire con una macchina fotografica la verità per le strade.

Nel corso di cinque decenni Vivian Maier ha esposto 2000 rotoli di pellicola, 3000 stampe e più di 100000 negativi, la maggior parte scattati con la sua Roleiflex a Chicago e New York City, passando dai ritratti di signore borghesi dei quartieri più in vista agli ambienti più grigi di homeless e mendicanti.

Dal 4 Novembre 2016 al 5 Gennaio 2017 presso l’Ilex Gallery.10 b Photography Gallery Via San Lorenzo da Brindisi 10b.

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” [P.Levi] di Elisabetta Manni

Questo portfolio è nato un po’ per caso, all’inizio avevo qualche dubbio a presentare le foto di un luogo come Auschwitz-Birkenau ( Oswiecim), ma poi mi sono imbattuta nella frase di Primo Levi che mi ha motivato ad esporle contribuendo a mantenere vivo il ricordo.

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Scenari sardi di Fabio Faltelli

Due piccoli borghi, che si affacciano sul mare cristallino di una Sardegna illuminata dal sole limpido di luglio, hanno fatto da sfondo alle mie vacanze 2016. San Salvatore di Sinis, frazione del Comune di Cabras, che negli anni Sessanta e Settanta, viste le sue caratteristiche che ricordano scenari messicani, ha fatto da sfondo ad alcuni film del filone spaghetti-western, e San Giovanni di Sinis, nell’omonima penisola e poco distante dagli scavi punici e romani dell’antica Tharros e dalla città di Oristano. Approfittando della paziente collaborazione di mia moglie Cristina, durante alcuni pomeriggi di “ozio creativo”, ho cercato di ritrarre i colori saturi e selvaggi di un’isola che è nel cuore di tutti

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Fabio Faltelli

 

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Fabio Faltelli

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Fabio Faltelli

Expo People di Antonella Simonelli

I contesti possono essere guardati da diversi punti di vista, esprimere diverse verità. Nel recarmi all’Expo ho pensato a cosa mi avrebbe interessato. Insieme ad altre centinaia di persone ero lì, tutti nello stesso luogo ma probabilmente non tutti vedevamo le stesse cose. Ho cominciato a vedere colori, tanti colori diversi. Ero attratta dalla folla, miriadi di persone, in fila, in attesa. Allora ho cominciato a fotografare, colori e persone. La saturazione così accentuata mi ha permesso di evidenziare tutto questo e contemporaneamente di far emergere la comicità di fondo.

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