Fotoleggendo-#Storie

di Antonella Simonelli

Torna la XIII edizione di Fotoleggendo , il Festival della fotografia organizzato e prodotto da Officine Fotografiche Roma sotto la direzione artistica di Emilio D’Itri.

Storie è il tema di questa ultima edizione e sarà trattato nei modi e negli aspetti più diversi ,che vanno dalle narrazioni intime a quelle di natura storica e politica.

Moltissime le mostre che saranno presenti al Festival . Larry Fink, Laia Abril, Tamara Dean, Lorenzo Castore….sono alcuni degli gli autori che esporranno negli spazi della Pelanda Factory del Museo Macro Testaccio nel weekend inaugurale, ma tanti altri sono gli autori presentati gia dalla settimana precedente nel Circuito delle gallerie che aderiscono al Festival (Matèria, ROAM Gallery, WSP Photography, ISFCI, LEPORELLO, 001, …).

Durante le giornate inaugurali sempre alla Pelanda accanto alle mostre ci saranno anche incontri, premi e letture portfolio da parte di più di venti lettori tra photoeditor, critici, curatori, giornalisti ed esperti del settore.

Inaugurazione il 16/17/18 giugno allo Spazio Factory della Pelanda-Museo Macro Roma

Fotoleggendo.it

 

 

 

Festa per la Cultura 2017 – Roma

Nei giorni 9, 10 e 11 giugno l’Associazione Controchiave di Roma ha organizzato presso la Scuola Principe di Piemonte in via Ostiense 263, la Festa per la Cultura che vedrà il coinvolgimento e la partecipazione di numerose associazioni, scuole di musica e di recitazione, ecc.

Locandina La fabbrica dell'Ostiense

Nell’ambito delle numerosissime attività, ci sarà una mostra fotografica a cura del Circolo Fotografico PhotoUp nello spazio “Magnolia Fontana” che sarà visibile per tutta la durata dell’evento.

Le foto hanno come tema il quartiere Ostiense e si legano allo spettacolo “La Fabbrica dell’Ostiense” che si terrà domenica 11 giugno alle 21,00 nello spazio Ulivi, durante il quale verranno proiettate una serie di foto realizzate per l’occasione dai soci del Circolo Fotografico PhotoUp ad accompagnare sia brani musicali eseguiti dal vivo e composti per lo spettacolo, che i testi recitati.

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L’ingresso alla Festa per la Cultura ed a tutti gli eventi previsti al suo interno è gratuito.

Alfabeto Fotografico Romano

di Antonella Simonelli

Alfabeto Fotografico Romano è il titolo della mostra organizzata dall’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione e dall’Istituto per la grafica ospitata a Palazzo Poli a Roma dal 16 maggio al 2 luglio.

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Un viaggio nel tempo tra passato e presente fatto di 300 fotografie fornite da 30 archivi fotografici (Sovraintendenze, Biblioteche, Musei come i Musei Vaticani ed il Maxxi…..) selezionate tra milioni di immagini.

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La storia della fotografia a Roma quindi ,attraverso i contributi dei principali fotografi del panorama italiano ed internazionale. Il percorso infatti inizia dai pionieri di questa arte come Eugène Constant, Giorgio Sommer, John Henry Parker, e poi Giovanni Gargiolli….che scattarono e diffusero in tutta Europa immagini romane e prosegue con fotografi contemporanei come Luigi Ghirri, Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, Letizia Battaglia, Guido Guidi, Elisabetta Catalano…..

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Così si snoda L’Alfabeto Fotografico Romano, intorno a 21 temi ,uno per ogni lettera del nostro alfabeto (Acqua, Bellezza, Cronaca, Danni, Esplorazioni, Festa, Giochi, Habitat, Incontri, Lavoro, Mostre, Nudo, Oltremare, Potere, Quotidianità, Radici, Spettacoli, Trasporti, Urbanistica, Viaggi, Zibaldone) .Parole che non definiscono categorie o generi fotografici ma che evocano suggestioni finalizzate a fare emergere fatti ed opere il più delle volte sconosciuti e inesplorati .Insomma un archivio fotografico unitario che ha lo scopo di offrire allo spettatore la ricchezza del patrimonio fotografico italiano.

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Palazzo Poli-Via Poli, 54 (Fontana di Trevi)-Roma

Dal 16 maggio al 2 luglio

Ore 14-19   ingresso gratuito

source www.arte.it ; https//www.tgtourism.tv

Il Sol Levante nel cuore di Roma: il giardino e l’arte dell’Istituto Giapponese di Cultura

di Alessia Ambrosi

Foto di: Alessia Ambrosi, Antonella Simonelli, Anna Ranucci, Corrado Seller, Fabio Faltelli, Lucio Baldelli, Sergio d’Alessandro.

Iniziamo oggi, con un piccolo tesoro d’Oriente racchiuso nella Capitale d’Italia, una nuova rubrica dedicata alle uscite fotografiche esperenziate dai soci del circolo; in piccoli gruppi oppure al completo. Parliamo del giardino dell’Istituto Giapponese di Cultura, sito in via Antonio Gramsci, 74.

Si tratta del primo giardino realizzato in Italia da un architetto giapponese (Ken Nakajima, responsabile anche del progetto per l’area giapponese presso l’Orto Botanico di Roma, sito nel cuore del quartiere romano di Trastevere), e presenta tutti gli elementi essenziali e tradizionali del giardino di stile sen’en (giardino con laghetto).

Il laghetto, la cascata, le rocce, le piccole isole, il ponticello e la lampada di pietra, tôrô… dalla veranda (tsuridono) che si protrae sul laghetto è possibile osservare tutto il fascino di un tipico quadro orientale, dove la quiete e la delicatezza contribuiscono a creare un’atmosfera unica, allietata dai colori e dai profumi di varie specie floreali ed arboricole di cui il ciliegio, il glicine, l’iris ed il pino nano sono alcuni esempi.

Spostandosi poi all’interno dell’Istituto di Cultura Giapponese, è possibile intraprendere un viaggio simbolico che attraversa secoli di storia; per mezzo di mostre ed attività varie.

Alcuni soci hanno voluto condividere con voi la loro esperienza di visita, cercando di trasmettervi un po’ dell’atmosfera orientale che ha reso celebre questa piccola perla d’Oriente.

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sources: http://www.jfroma.it/

Link

La fotografia di Brian Tufano nel film “Billy Elliot”

di Antonietta Magda Laini

Vi ricordate di Billy Elliot? Film del 2000, ispirato alla storia vera del ballerino Philip Mosley.

diretto da STEPHEN DALDRY

direttore della fotografia BRIAN TUFANO

Regno Unito, 1984. L’ambientazione del film è quella dello sciopero dei minatori inglesi a causa della chiusura delle miniere per i provvedimenti presi dal primo ministro Margareth Thatcher.

Film estremamente delicato e impostato con una certa ricercatezza nella messa in scena: la costruzione scenografica crea lo spunto per la composizione di inquadrature particolarmente efficaci, in  cui si manifestano e contrappongono le diverse emozioni del protagonista.

Billy, un ragazzo di 11 anni che ai guantoni da pugile (voluti dal padre) preferisce le scarpette da ballerino classico nel momento in cui scopre il suo grande desiderio di ballare, viene ripreso nei tentativi di approccio alla sua scoperta, all’inizio un po’ impacciati poi via via più determinati, sostenuti dalle riprese all’interno della palestra con un trionfo di bianchi e azzurri in contrasto con la luce calda emanata dal parquet.  Primi piani e piani americani validissimi supportano le sue espressioni perplesse, le alterne manifestazioni di gioia e rabbia.

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“Che sensazioni hai quando danzi?” “Non lo so, una bella sensazione. Dopo che ho iniziato dimentico tutto ed è come se sparissi. Sento che tutto il corpo cambia ed è come se dentro avessi un fuoco, è come se volassi. Sono un uccello, sono elettricità……………”

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Una delle sequenze principali del film ci mostra le immagini dello sciopero dei minatori (fra i quali padre e fratello del protagonista) caratterizzate da luci fredde in tutte le sequenze  degli scontri fra manifestanti e polizia, alternate ai potenti passi di danza di Billy.  La fotografia evidenzia quindi questo doppio binario narrativo e stilistico: il realismo freddo delle lotte operaie e degli scontri  (domina il grigio azzurro) e l’esuberanza di Billy (come nei classici musical americani) che corre ballando freneticamente per strade, vicoli e cortili della città.

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Le inquadrature, i movimenti della cinepresa con la scelta degli angoli di ripresa, l’uso efficace dei piani inclinati, uniti al contesto in cui si muove il ragazzo – strade in salita e discesa riprese con un potente teleobiettivo, fila di squallide case popolari a schiera dai mattoni rossi – permettono di dare maggiore forza ai vitali, in alcuni momenti rabbiosi, sfrenati ma anche armoniosi passi di danza di Billy.

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Ed è in questa alternanza di inquadrature, lo sciopero e la danza, che si sviluppano le immagini più forti del film; la leggerezza, il ritmo, l’agilità del corpo del ragazzo esprimono il suo stato d’animo e tutti i contrasti che convivono dentro di lui.

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Scatto finale: la spettacolare entrata in scena di Billy, ormai adulto, splendido protagonista di un “Lago dei cigni” versione maschile.

Nel Lago dei cigni, messo in scena a Londra nel 1995, con la coreografia di Matthew Bourne, fu sostituito l’intero corpo di ballo femminile  con ballerini.

Brian Tufano.  Tra i suoi film come direttore della fotografia ricordiamo: Trainspotting (1996) – Piccoli omicidi  tra amici (1995)  –  Quadrophenia (1979)  –  On the high road (1973) – East is East (1999).

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Contest di maggio: “La piazza”- le foto più votate

Per il Contest di maggio le foto più votate sono state quelle di Lillo Fazzari,  socio del Circolo fotografico ed Anna Maria Gabellini, non socia.

Le altre foto:

Elisabetta Manni                                                                                       Fabio Faltelli

Lucilla Silvani                                                                                           Lucio Baldelli

Erica Cremenich                                                                                      Anna Ranucci

Michela Poggipollini                                                                            Aldo Carumani

Antonietta Magda Laini                                                                               Sergio D’Alessandro

Simonetta Orsini                                                                               M.Rosaria Marini

A breve verrà data comunicazione del prossimo Contest.

Abstraction di Ray K. Metzker

di Antonella Simonelli

Les Douches la Galerie di Parigi ospita la mostra di uno dei più grandi rappresentanti della fotografia sperimentale statunitense Ray K. Metzker e rimarrà aperta fino al 27 maggio.

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La sua fotografia si fonda su due momenti precisi: l’osservazione attenta dell’ambiente esterno e la manipolazione in camera oscura.

Per Metzker la strada è una fonte di ispirazione immensa come racconta lo stesso fotografo nel 2008 “ Prima guardo bene, con attenzione, poi uso la macchina fotografica per inquadrare, mettere a fuoco quello che si muove, il flusso delle persone che appaiono ,scompaiono, vibrano.”

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Segue un periodo di sperimentazione in camera oscura, dove il negativo è solo un punto di partenza ,qui vengono colti elementi inaspettati, dettagli da mettere in evidenza o da eliminare. Per lui quello che conta è la stampa finale.

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E’ da questo certosino lavoro che sono venute fuori alcune delle sue più interessanti immagini, i giochi di luce, di linee, equilibri, contrapposizioni tra spazi vuoti e pieni.

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La mostra di Parigi ci mette in contatto con le immagini di questo autore creativo, che parte da foto tradizionali per poi trasformarle attraverso la sovrapposizione dei negativi o tramite collage di foto. Il risultato che ne consegue, grazie appunto a questa attenzione al formalismo, è un creazione che mistifica la nozione stessa di spazio e sfiora l’astrattismo.

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Les Douches la Galerie di Parigi

4 marzo­-27 maggio 2017

 

Source: Internazionale.it

 

“Spettacolo Nostalgia” di Enrico Genovesi

 

da sabato 29 aprile al 21 maggio 2017 a Palazzo Pincini Carlotti  – via Alessandra Rudinì Carlotti –   Garda (Verona).

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“Una famiglia, uno spettacolo viaggiante dal fascino “d’altri tempi”. Marito e moglie, di tradizione circense lui, di origini gitane lei, insieme ai loro cinque figli sono impegnati in una semplice e coinvolgente rappresentazione itinerante. Si muovono con una carovana: unici in Italia, fanno ancora uso di mezzi antichi. Sorprendente, infatti, é scoprire che anche la loro vita quotidiana é caratterizzata dall’abitare in tradizionali carri in legno, in totale analogia con il tipo di spettacolo che presentano: “Spettacolo Nostalgia”.”

di Enrico Genovesi

http://www.enricogenovesi.it/Varie/LibroTrentennale_07_portfolio1.pdf

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Venezia h.24 di Anna Fadda

Ho sempre detestato il turismo mordi e fuggi, tipico di quei turisti che sbarcano dalle navi da crociera che oscurano la vista delle fragili bellezze veneziane. Ma anche a noi può capitare di non poter dedicare alla città che una sola giornata intera, e allora uno ce la mette tutta per godere della sua vista di armonie incomparabili, ritrovandosi inevitabilmente nel giro turistico più scontato.
Il tempo è poco, occorre fare delle scelte, ma poi perché, si può girare seguendo un po’ il caso, lasciando scorrere lo sguardo e soffermandosi su ciò che la vista riesce a catturare, magari fermando le immagini con un cellulare, come in questo caso.
L’arrivo a Venezia, subito il Ponte di Calatrava con il viavai di persone, abitanti e turisti insieme, destini incrociati, indissolubili. E poi i gondolieri in attesa, Piazza San Marco, la paccottiglia in vendita che non riesce a offuscare la meraviglia del luogo, il palazzo ducale con le sue armoniche geometrie, i riflessi sulle finestre, l’aperitivo famoso per una sosta. E ancora i canali, i souvenir, altre gondole, e la serata si conclude sul ponte mischiandosi insieme a tanti altri turisti. E domani si riparte.

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“Alla luce dei fatti” di Mauro Galligani

di Antonella Simonelli

Si è inaugurata l’8 aprile al CIFA di Bibbiena ( Centro italiano della Fotografia d’Autore) la mostra “Alla luce dei fatti” di Mauro Galligani, uno dei fotogiornalisti più importanti del nostro dopoguerra che ha collaborato con alcune delle maggiori testate al mondo.

La mostra, che resterà aperta fino al 4 giugno, è suddivisa per aree geografiche e percorre alcuni degli eventi politici, sociali e di costume che hanno fatto la storia tra gli anni 70 e i giorni nostri.

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Mauro Galligani, ama definirsi un giornalista che usa l’immagine fotografica per esprimersi.

“I suoi scatti, sempre magistralmente composti e mai artefatti, riescono a farci entrare nell’avvenimento e a trasmetterci l’informazione e l’emozione della presa diretta” così dice di lui Claudio Pastrone Direttore del CIFA.

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Si possono raccontare storie con le immagini qualche volta meglio che con le parole, soprattutto quando queste immagini costituiscono anche un’esperienza estetica.

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CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena (AR)

Dall’8 aprile al 4 giugno

Source:  Art-Vibes.com; exibart.com ; centrofotografia.org