Il caso e la necessità di Lucilla Silvani – prima parte

Foto di copertina di Elisabetta Manni

Lucilla 1
Foto di Magda Laini

Appartengo, per età, a quella generazione che ha assistito a tali radicali cambiamenti della società da non potere né dovere dare per scontato nulla; diciamo che qualsiasi nuovo incontro, come la signora eritrea che sull’autobus lamentava come una prefica, sicura che noi italiane l’avremmo aiutata a trovare un dentista, o eventi epocali annunciati da un mio nipotino ” oggi a scuola è arrivato un bambino marrone” con la stessa naturalezza con la quale mi dichiarava il suo amore per i gatti arancioni; o ancora necessità familiari che mi hanno rivelato che il latte al curry non uccide gli anziani o che un vescovo ortodosso può essere un grande sollievo spirituale per mia nonna che si avvicinava alla morte.

 

5.Fabio Faltelli
Foto di Fabio Faltelli

Flash della vita che mi hanno imposto analisi su analisi, ovviamente desunte dal sistema di valori dai quali non mi vorrò mai allontanare.

Breve premessa per chiarire sopratutto a me stessa quanto sia stata inaspettata l’emozione che ho provato entrando per la prima volta al MAAM e a quali percorsi della mia mente e delle mie specifiche conoscenze ho dovuto far ricorso ogni volta che, ritornando per fotografare, si sono materializzate realtà e situazioni a me estranee sebbene comprensibili.

7.Lucilla Silvani
Foto di Lucilla Silvani

La storia di questo museo, considerato il terzo polo museale di Roma per l’importanza delle opere presenti, risale a circa 10 anni fa quando varie etnie si sono insediate in un salumificio abbandonato, semplicemente per trovare un modo di vivere.

3.Maria Elena Ania
Foto di Maria Elena Ania

Tutto ha avuto inizio quando alcuni Artisti, un “etnia” particolare di uomini e donne che non si riconoscono abitanti di una patria specifica ma  sono fuori dal tempo fisico, al quale però spesso e volentieri riconoscono un valore metafisico, disfano e ricostruiscono la realtà della quale ambiscono solo scoprire il senso più profondo, hanno deciso di girare un documentario intitolato Space Metropolis e Giorgio De Fini, che ne è l’ideatore insieme a Fabrizio Boni, sostiene semplicemente di voler “ridare voce al sogno”. Da subito è chiaro che le due “etnie” non coabitano ma si pongono l’una a difesa dell’altra per un arricchimento reciproco: la barriera immateriale dell’arte tutela il meticciato dalle possibili incursioni razziste e a sua volta è ispirazione.

1.Mauro Perdicca
Foto di Mauro Perdicca

In una situazione del genere si pongono domande elementari e cruciali alle quali l’antropologia tenta di dare risposte plausibili; per quanto riguarda il “meticciato” il grande antropologo Claude Levi-Strauss ipotizzò una teoria positiva basata sul fatto che il mescolamento fra persone, gruppi e sistemi culturali costituisce una strategia adattiva vincente per la specie umana, non solo sul piano biologico, come peraltro ampiamente dimostrato, ma anche sul  piano sociale perché il non uccidersi a vicenda avvantaggia una sopravvivenza più fluida e mista dell’umanità, così come si è prefigurata nei millenni.

2.Massimo Giannetti
Foto di Massimo Giannetti