Il grigio di certi paesaggi, che resiste ai margini della nuova città futurista, conserva la poesia di un territorio che non solo non cancella le tracce della sua storia ma le rinnova nella creazione artistica contemporanea.




Il grigio di certi paesaggi, che resiste ai margini della nuova città futurista, conserva la poesia di un territorio che non solo non cancella le tracce della sua storia ma le rinnova nella creazione artistica contemporanea.




Questi sono i ritratti di alcuni degli ospiti inanimati del Museo Civico Zoologico di Roma. Per loro la vita si è fermata in modo innaturale, fissandone la forma e l’immagine nel tempo. Alla base di questo lavoro c’è l’idea romantica di ridonare loro dignità, proiettandoli al di fuori della teca nella quale sono custoditi.




Il mio interesse per il mare e le spiagge della costa settentrionale della Francia e della Spagna credo sia innato. Forse deriva dall’aver avuto una madre danese o perché detesto il gran caldo estivo ed i colori saturi che tanto piacevano a Van Gogh. Amo la luce di quando si alza il vento, il cielo si fa repentinamente oscuro ed in poco tempo i bagnanti scappano dalla spiaggia, quella delle giornate malinconiche in cui il cielo è bianco e nessun oggetto proietta la sua ombra ma anche quando risplende il sole sempre discreto e non infuoca mai le spiagge. Per via della marea che rende le spiagge molto ampie e sempre bagnate, i frequentatori non possono sedersi e camminano senza sosta o fanno il bagno in un mare dove non ho mai osato neanche bagnare i piedi. La maggior parte dei luoghi che fotografo è popolata da persone viste da lontano e sempre dall’alto. Rispetto all’ambiente in cui si muovono, naturale o cittadino, sono piccole, talvolta piccolissime.
Michela Poggipollini


Sessanta stampe originali di Eugene William Smith sono esposte fino al 4 dicembre presso il Centro Culturale di Milano. Sono alcune delle fotografie realizzate tra il 1945 ed il 1978 , gli anni più prolifici e di maggior successo del fotografo che ha rappresentato il fotoreporter individualista, ribelle alle convenzioni ed alle condizioni delle committenze.
La sua celebre frase “onesto sì, oggettivo no” riassume l’idea che la fotografia non può mai essere rappresentazione del reale e che il fotografo non può avere altro che un approccio personale all’immagine.
Source: CMC
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